La notte del S. Camillo si illumina per Gaza

Luisa Stendardi

Alle ore 21,00 in punto una discreta folla di circa 200 persone si raduna sul piazzale dell’Ospedale S.Camillo all’ingresso principale , quello che affaccia sulla Gianicolense. Molte di queste persone indossano camici bianchi . Chi sono? Sono i sanitari , medici e infermieri, che partecipano al flashmob “Luci sulla Palestina” ,promosso e organizzato dalle reti #digiuno per Gaza e sanitari per Gaza.

In questa serata speciale, a cui è stata invitata tutta la cittadinanza romana, in circa 200 ospedali italiani si accendono le luci delle torce e delle candele per i 1.667 operatori sanitari uccisi a Gaza dall’inizio del feroce conflitto scatenato dal governo israeliano, all’indomani della strage del 7 ottobre 2023, compiuta da Hamas e da altri gruppi jihadisti.
I cittadini di Monteverde e d’intorni rispondono con calore a quest’evento. Oltre ai sanitari sono presenti persone di tutte le età ,compresi i bambini . Tutto inizia nel silenzio quando, alla luce delle candele, una giovane operatrice sanitaria, comincia a recitare una parte dei nomi e cognomi dei professionisti uccisi a Gaza da Ottobre 2023 al 2 Settembre 2025,è previsto che ogni regione ne legga un centinaio.In contemporanea a livello nazionale si accendono le luci e si recitano i nomi delle altre vittime davanti agli ospedali che hanno aderito all’iniziativa. Nella capitale sono otto, tra cui il S. Camillo

Dopo la recita dei nomi, interviene una giovane cardiologa dell’ospedale S,Camillo che racconta come si è formata la rete di operatrici e operatori sanitari #digiunogaza a cui hanno aderito 30 mila professionisti,che il 28 Agosto scorso hanno lanciato l’iniziativa di una giornata nazionale di digiuno per esprimere solidarietà alla popolazione di Gaza , colpita dalle bombe e dalla crisi umanitaria. “Il nostro compito è l’assistenza e la cura, non possiamo accettare di restare in silenzio di fronte all’attacco indiscriminato degli ospedali e dei professionisti che vi operano, dei luoghi in cui si cerca di assistere una popolazione e di alleviarne le sofferenze. La nostra professione ci impone di salvare vite, non possiamo restare a guardare “La cardiologa ringrazia la Direzione dell’ospedale che ha autorizzato questo presidio in notturna, dimostrando sensibilità verso le ragioni espresse dai sanitari della rete. (per chi volesse approfondire consultare #digiunogaza).L’obiettivo è quello di chiedere la fine del conflitto, e di non dimenticare chi è stato barbaramente ucciso, vittime civili e sanitari . La condizione dell’assistenza sanitaria pubblica è difficile anche nel nostro paese, che è lontano dalle bombe e dallo sterminio, ma che da molti anni è stato ed è privato delle risorse economiche e umane necessarie alla cura. Bisogna lottare anche per questo .

Il microfono passa a un altro medico, palestinese , Yousef Salman , fondatore e membro dell’associazione Amici della Mezza Luna Rossa palestinese dal 2003 e rappresentante della Comunità palestinese di Roma ed del Lazio “ Ora bisogna rompere l’assedio . Questo conflitto non è nato dopo il 7 Ottobre ,ma perdura da più di 77 anni .Non credo che i palestinesi e gli israeliani dopo 77 anni di questa tragedia siano così stupidi da voler continuare ad uccidersi , la soluzione è facile ci sono più di 900 risoluzioni ONU, basta applicarle, L’impero americano, di cui Israele fa parte, non vuole questa pace . Non abbiamo lottato contro gli ebrei, abbiamo convissuto per secoli- Agli ebrei tutto il rispetto. Ci sono anche degli israeliani che vogliono vivere in pace con noi, purtroppo sono pochi e noi palestinesi abbiamo sempre sperato che un giorno diventassero maggioranza in Israele. Lottiamo ora contro quest’ideologia criminale sionista che la Palestina è solo del popolo eletto e noi palestinesi, mussulmani e cristiani ,dobbiamo obbedire a un diktat impossibile o te ne vai o la morte. A me gli israeliani oggi mi dicono che sono arabo, non palestinese e che me ne devo andare in altri paesi, qua no .Questo è il conflitto e la resistenza è un diritto riconosciuto dalle Nazioni unite. Grazie a voi tutti “.

Un’infermiera vuole ricordare Gino Strada e il suo libro Pappagalli verdi “Volevo ricordare la sua capacità di mediazione, di voler trovare la strada per le tregue. Sono qui per dire che in particolare in questa guerra si è perso il diritto di fare assistenza. I nomi delle persone che abbiamo detto ci spingono a fare pressione per ottenere al più presto una tregua . Gli ospedali non sono stati così bombardati in passato= in questa guerra sono stati distrutti sistematicamente
Alla fine del presidio interviene Carla del Comitato di Monteverde per la pace, un gruppo che da circa due anni sta lavorando per promuovere pratiche di pace e che ha organizzato diversi eventi sulla Palestina. “Sono tornata di recente da un viaggio in Cisgiordania ,dove ho incontrato tante bellissime persone, i palestinesi amano la loro terra, resistono per stare lì e in ogni incontro ci hanno chiesto di non dimenticarli. In un villaggio che ho visitato dove un colono ha ucciso a sangue freddo un palestinese, il tribunale ha autorizzato la demolizione del loro punto di ritrovo, mentre chi ha ucciso è ora libero e sta lì vicino. Questa è una pulizia etnica continua. Siete tutti invitati per Sabato 4 Ottobre alle dieci, terremo un presidio a Largo Ravizza di sostegno alla Palestina e alla missione politica e umanitaria della Flottilla”

Sono ormai passate le dieci :le persone si salutano, le luci delle candele si spengono, ma non su Gaza che stasera è illuminata.

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