A lezione di italiano. Ripartono i corsi di Monteverde Solidale
Raffaella Leone

E’ affollato, l’atrio della scuola Oberdan a Largo Ravizza, molti aspettano fuori :iniziano i corsi di italiano per migranti organizzati da Monteverde Solidale, OdV (organizzazione di volontariato presente su Facebook con una propria pagina) che da più di dieci anni organizza lezioni pomeridiane nelle aule della scuola messe a disposizione con il consenso della dirigente scolastica e del Consiglio di Istituto. Più di 100 quest’anno gli iscritti, ma c’è anche una corposa lista d’attesa per chi non è rientrato alla prima chiamata. Gli studenti sono per la stragrande maggioranza bengalesi (l’accoglienza dal teatro di guerra ucraino segue altri canali) poche le donne (che in genere sono le prime ad abbandonare le lezioni, ‘imprigionate nella cura di casa e famiglia). Lezioni il martedì e il giovedì dalle 18,00 alle 20,00 per permettere agli studenti di organizzarsi con i turni di lavoro, complessivamente 5 classi : 3 di divello A0 per chi conosce pochissimo l’italiano, 1 di livello A1 per gli adulti che hanno già dimestichezza con la nostra lingua, 1 di livello A2 che consente di accedere all’esame per ottenere la certificazione CPIA . In più è previsto un corso per ragazzi.

E’ coinvolta anche la Tavola Valdese ,con il Progetto Cantiere di Cittadinanza, finanziato e rinnovato di anno in anno e puntigliosamente verificato dalla stessa Tavola: l’obiettivo è favorire l’inserimento e la formazione di quelli che sono o diventeranno i nuovi cittadini italiani. Per questo si punta molto sull’educazione civica, che a volte la stessa scuola italiana trascura, e su un costante impegno a prevenire la radicalizzazione.
Non sono arrivati sui barconi e non sono più i poveri venditori ambulanti di fiori e giochini, gli studenti che si sono iscritti ai corsi aspettando pazientemente sotto la pioggia di entrare nell’affollata stanzetta de La Tela, quest’anno sede eccezionale delle iscrizioni. La maggior parte di loro ha un lavoro- soprattutto da cameriere o da gestore- più raramente proprietario- delle rivendite di frutta e verdura, non sempre amate nel quartiere ma aperte fino a tarda sera e anche nelle feste comandate. E’ -si direbbe- la seconda generazione di immigrati, il più delle volte richiamati grazie al ricongiungimento familiare o ad un’attiva rete di solidarietà.

Le insegnanti volontarie accolgono gli studenti e li smistano i gruppi di studenti nelle varie aule. Ma Monteverde Solidale non è solo insegnamento della lingua, punta ad allargare il concetto di assistenza: in accordo con la asl Roma 3 sono previste visite ginecologiche, che negli anni scorsi si sono rivelate di grande utilità, assistenza per le pratiche come l’iscrizione nella scuola pubblica, gite culturali e visite alle mostre o al Quirinale.
Un limite c’è, ma non dipende dalle volontarie e volontari che dedicano all’insegnamento due pomeriggi a settimana: il limite è la difficolta di far capire , soprattutto alle donne, l’importanza della conoscenza della lingua, anche per renderle più autonome e capaci di gestire in modo più consapevole anche la crescita e l’inserimento . dei figli e di tutta la famiglia nella società.

