No al Forlanini “for Vaticano”: l’ex primario Martelli lancia una petizione contro “la cessione ad uno Stato estero” dell’ex Ospedale, che diventerà la nuova sede del “Bambino Gesù”
L’area di Via Portuense “è di 18 ettari: il governo ha il diritto di vendere un pezzo dello Stato italiano a un altro Stato?”, chiede il Comitato Roma XII per i Beni Comuni. Antonio Sbraga
Associazioni e comitati sono in contatto con un avvocato amministrativista e sono pronti a fare ricorso al primo atto ufficiale pubblico di una procedura che finora di ufficiale ha visto solo la Dichiarazione di intenti sottoscritta per il governo italiano dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e dal segretario di Stato cardinale PietroParolin per il Vaticano.

No al Forlanini “for Vaticano”. Contro il maxi-scambio di ospedali, con l’Umberto I alla Regione in cambio del Forlanini allo Stato (del Vaticano via Inail, che lo affitterà al “Bambino Gesù”) l’appello dell’ex primario e commissario straordinario del Forlanini, Massimo Martelli. Il professore, infatti, invita a firmare la petizione contro la vendita dell’ex ospedale: “oltre 118.000 persone hanno già firmato per la riapertura dell’Ospedale FORLANINI. Vi chiedo di continuare a firmare per far sì che questo Ospedale continui ad essere dei cittadini e non venga ceduto ad uno Stato Estero”. La protesta dell’ex primario di chirurgia toracica va avanti da anni. E, dopo l’approvazione dell’emendamento che attua lo scambio di proprietà tra Stato e Regione Lazio per trasferire il Bambino Gesù all’ex ospedale Forlanini, il professor Martelli rilancia la petizione avviata nel 2020, che ha raccolto finora 118.607 firme verificate (si può consultare online al seguente indirizzo: https://c.org/gLLHJFCpd9 ). L’area dell’ex Forlanini è di 18 ettari, che “sono quasi la metà della Città del Vaticano, che è di 44 ettari. Il governo italiano ha il diritto di vendere un pezzo dello Stato italiano a un altro Stato?”, chiede il Comitato Roma XII per i Beni Comuni. Sotto l’ex ospedale c’è anche un’enorme cava di tufo e un lago. All’interno, invece, ci sono due chiese e due teatri.

L’EMENDAMENTO – La Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento dei relatori al decreto anticipi che prevede lo scambio di proprietà tra Stato e Regione su Umberto I e Forlanini. In dettaglio, “la porzione del compendio immobiliare di proprietà dello Stato denominato Policlinico Umberto I, sito in Roma, è trasferita in proprietà alla Regione Lazio, nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, con vincolo perpetuo di destinazione a servizio ospedaliero pubblico”. Contemporaneamente, “l’immobile denominato ex Ospedale Carlo Forlanini di proprietà della Regione Lazio, sito in Roma, è trasferito in proprietà allo Stato”. Il passaggio allo Stato dell’ex Forlanini, chiuso nel 2015, sarebbe propedeutico al trasferimento nell’immobile del Bambino Gesù. E’, dunque, questa la strada scelta per portare l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) a farsi carico dei costi di ristrutturazione del Forlanini, mentre il Bambino Gesù pagherebbe un affitto all’ente pubblico per l’utilizzo della nuova sede. Parallelamente, [12:52, 15/12/2025] +39 339 623 8431: l’Umberto I passerebbe alla Regione «con vincolo perpetuo di destinazione a servizio ospedaliero pubblico», così da consentire al governatore Francesco Rocca di portare avanti il progetto del nuovo polo sanitario, che nascerà su viale dell’Università.

LA DICHIARAZIONE D’INTENTI – La Dichiarazione di Intenti firmata 22 mesi fa dal segretario di Stato del Vaticano, cardinale Pietro Parolin, e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, prevede l’acquisto da parte vaticana, però sarà l’Inail a trasformare l’immobile (che poi verrà assegnato in affitto alla Santa Sede) nel nuovo ospedale pediatrico. In cui sono previsti spazi, ha quantificato Mantovano “almeno quattro volte superiori a quelli attuali entro il 2030”. Però, incredibilmente, il prezzo dell’acquisito è ancora “da stabilirsi”, così come quello dell’affitto. Solo successivamente, infatti, ci sarà la concessione da parte della Santa Sede a Inail del diritto di superficie, “per un periodo e un valore da concordarsi tra le parti”. Poi partirà “la realizzazione da parte di Inail del nuovo ospedale”. Che verrà affittato al Bambino Gesù con il “corrispettivo di un canone che remuneri l’investimento di Inail”, assicura l’accordo. Nella Dichiarazione d’intenti è prevista anche la stipula di un accordo tra Santa Sede e Italia “per il trasferimento delle immunità” di tipo extraterritoriale anche nella nuova sede dell’ex Forlanini, al pari di quelle già previste dal Trattato del Laterano per l’attuale ospedale al Gianicolo.

LE INTERROGAZIONI – “Tutto questo è una resa della sanità romana, laziale e italiana, ma soprattutto una grande speculazione ai danni dei cittadini. In campagna elettorale l’attuale Presidente del Lazio, Rocca, ha detto che avrebbe salvato l’ex Forlanini. Ora si sta rimangiando tutto e sta svendendo un patrimonio della Capitale, tra l’altro grazie a una Presidente del Consiglio che è per giunta romana. Al governo dico di fermarsi immediatamente e che ci sarà chi, come me, farà di tutto per fermare questa gigantesca operazione finanziaria”, ha denunciato Francesco Silvestri, deputato M5S. Per il Governo, invece, l’operazione “risponde alla primaria esigenza che il bene non resti in uno stato di degrado, ma venga rigenerato e valorizzato e, in questa prospettiva, il trasferimento al patrimonio dello Stato potrà facilitare il raggiungimento di tale obiettivo”, ha risposto la sottosegretaria all’Economia, Lucia Albano. Ma l’opposizione chiede di fermare «la svendita del Forlanini: l’aspetto sorprendente, infatti, è che i lavori di ristrutturazione, circa 400 milioni, sarebbero a carico dell’Inail, cioè delle finanze pubbliche». E «il nuovo Bambino Gesù avrebbe tutti i vantaggi dell’extraterritorialità: nessuna Iva sulle merci, nessuna Imu sull’immobile, personale non soggetto all’Irpef- denunciano i deputati di Avs Filiberto Zaratti e Marco Grimaldi- Il tutto dovrebbe concretizzarsi entro il 2030, mentre sono in corso la definizione dei dettagli economici: prezzo dell’immobile, termini di concessione e canone d’affitto, che restano segreti».
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La responsabilità non è solo di questa giunta regionale, ma il percorso l’ha avviato la precedente.
Nessuno è innocente.
Ce ne ricorderemo al momento delle elezioni.
Ok dove si firma?
Sono d’accordo su tutto