Interrogarsi sul presente e sul futuro dei Diritti Umani
di Roberto Sandrucci

Il 22 ottobre scorso, presso la sala Buttinelli della Parrocchia della Trasfigurazione ,si è svolto il primo incontro del“ Cantiere Cipax–Centro Interconfessionale per la Pace– (OPMTV) sul tema“ La crisi dei diritti e il ruolo della religione”, intitolato “Si può credere ancora nei diritti? Ne discute il mondo della scuola” . Aperto a tutti e pensato nella forma assembleare, l’incontro è stato introdotto da Roberto Fantini, pluridecennale attivista della sezione italiana di Amnesty International, ex insegnante, autore di numerose pubblicazioni impegnate sul terreno dell’educazione alla pace, tra le quali ricordiamo Pena di morte. Parliamone in classe (2006), Il cielo dentro di noi. Conversazioni sui Diritti Umani(sul mondo che c’è e su quello che verrà) (2012), Maria Montessori. Teosofica maestra di Pace (2020), e Un nuovo modo di sentire. La religiosità ‘aperta’ di Aldo Capitini (2022).
Dalla constatazione, ormai di chiara evidenza, di uno stato presente di crisi del diritto internazionale e, più in generale, di un indebolimento delle garanzie di legge a tutela di tutti ,a partire dai derelitti, gli assediati i malati…),nasce l’esigenza di tornare a riunirsi, con l’obiettivo della riflessione comune e del confronto. Ridotti al silenzio da anni – di fatto, non per decreto – dal cosiddetto mondo dell’informazione, continuamente intrattenuti –quasi nella forma del sequestro di coscienza – da trasmissioni e connessioni onnipervasive, sappiamo che è determinante riappropriarci della parola, e tornare a farne pieno uso. Insegnanti e studenti ,in questo senso, incarnano ciò che nella società civile pare essere svanito: la dimensione dello scambio intellettuale, la possibilità e il traguardo della crescita, il senso di comunità, la presenza.

Che cosa sono i Diritti Umani? Qual è il loro fondamento? Da chi o da che cosa traggono la loro giustificazione? A queste domande hanno risposto i grandi filosofi di tutti i tempi – tra i quali, citato dallo stesso Fantini, Norberto Bobbio. Ebbene, Bobbio non ha mai smesso di ricordarci che i diritti, la giustizia, la libertà, l’uguaglianza, la salute, la casa, il lavoro, l’istruzione non sono valori assoluti!. Non potendo avvalerci, in sede politica, né dell’argomento di un Dio che avrebbe stabilito, secondo lo Spirito, la Legge dell’amore, né dell’argomento di una Natura razionale che avrebbe fissato una meccanica del reciproco rispetto , restano soltanto il sentimento e la volontà di chi crede nella fratellanza. Da cui la costitutiva precarietà del Bene; da cui la necessità di una responsabile e costante opera di educazione dei giovani e – sarà bene ammetterlo – di rieducazione degli adulti, oggi affetti da un preoccupante analfabetismo civico di ritorno; da cui, infine, la consapevolezza di dover pensare e agire sempre nei termini di un comune destino di inclusione o di esclusione, che lega gli individui alla collettività e che unisce tutti i popoli della Terra – non solo idealmente, anzi secondo concretissime e spesso drammatiche dinamiche economiche, nella maggioranza dei casi dettate da logiche di profitto: potere, denaro, fama. Dunque il Diritto in quanto “realtà vivente”, vero ponte tra l’impegno del passato di uomini e donne che talora hanno dato la vita per la causa, e il presente. Compreso il presente del libero associazionismo, delle comunità di base, dei piccoli eventi pensati per la partecipazione attiva e per il dialogo – come questo di cui diamo notizia, ricco di interventi –, a testimonianza del bisogno che, almeno in democrazia, è insieme diritto o e dovere di restare vigili, di esserci. Roberto Sandrucci (video su pagina FB Cipax)

