Passa all’unanimità in Municipio la mozione di Forza Italia che chiede stop allo spaccio di droga a Via di Donna Olimpia 30

Raffaella Leone

Nell’aula consiliare di via Fabiola si discute e si vota la mozione urgente presentata dal gruppo di Forza Italia avente per oggetto principale ‘Contrasto allo spaccio e ripristino della legalità presso il condominio di Via Di Donna Olimpia 30. Qualche defezione-pochissime- a destra come a sinistra, ma il numero legale c’é e la mozione passa all’unanimità: 15 sì su 15 votanti, anche la maggioranza appoggia, e sottolinea che l’attenzione al tema non è di oggi: da due anni abbiamo sollevato questo problema, dice il presidente pd della seconda commissione Augusto Rossi. Noi la sicurezza ce l’abbiamo nel DNA, riassume lo storico consigliere di destra Gianni De Lucia, Fratelli d’Italia, che peraltro non ha firmato ma solo votato la mozione. Presiede Elio Tomassetti, e interviene non pro forma ma anzi ricostruendo e illustrando questa vicenda che da un paio d’anni torna periodicamente alla ribalta. Alle sue spalle il vicepresidente del Consiglio Pietrangelo Massaro, capogruppo di Forza Italia e primo firmatario insieme ai consiglieri Galletti e Vittorini della mozione poi approvata. Il paradosso è che il Municipio può fare poco per il condominio in questione, sono case Ater ( Aziende Territoriali per l’Edilizia Residenziale) la competenza é prima di tutto della Regione, insieme al Comune  competente sui bandi di concorso, la compilazione delle graduatorie e l’assegnazione degli alloggi. Per questo la mozione approvata anche dalla maggioranza in Giunta insiste anche nella richiesta di un tavolo istituzionale con tutti i soggetti interessati- dalla Prefettura al legale dei residenti, richiesta che sposano tutti a destra come a sinistra. vista la situazione del condominio di via di Donna Olimpia 30.

Il legale dei residenti, l’avvocato Luca Ranalli, é presente, ammesso a parlare dal banco della presidenza dopo qualche tira molla procedurale che complica il lavoro all’ottimo segretario di seduta A lui si sono rivolti 144 proprietari di Via di Donna Olimpia 30 che gli hanno chiesto di interessarsi ‘alle problematiche relative alle sacche di delinquenza che purtroppo ancora ci sono in quel condominio, lo spaccio di droga in particolare. Ovviamente la preoccupazione dei proprietari é tornare a casa la sera e imbattersi in qualcuno che non ha buone intenzioni, oltre al fatto che la situazione va avanti da anni. Per questo ho sollecitato i vari organi istituzionali a far sì che ci possa essere un tavolo tecnico -Prefettura, Regione Lazio, Municipio ovviamente Ater quale proprietaria degli appartamenti occupati indebitamente da questi delinquenti, affinché possano essere sfrattati e tornare così a un vivere civile e sereno. Il Municipio può sollecitare gli organi ad esso superiori nella catena di comando per attivare quel tavolo tecnico. Il Municipio ha il controllo del territorio, é il primo organo istituzionale sopra il cittadino e al quale il cittadino si rivolge. Poi spetterà alla Prefettura fare il tavolo tecnico e coordinare gli interventi per eseguire materialmente gli sfratti, ma se si parte dal basso bisogna rivolgersi al primo organo politico istituzionale sopra di sé, e questo è il Municipio. Nel collegato di oggi si parla di atti del 2022, siamo nel 2025, i cittadini vorrebbero sapere: quando mandano via gli spacciatori? L’avvocato Ranalli aggiunge una considerazione: l’arresto dello spacciatore non risolverebbe il problema perchè a meno che non si tratti di grossi quantitativi- e non é questo il caso- lo spacciatore tornerebbe presto libero, libero di tornare a spacciare.

Il Presidente della Giunta Tomassetti mette l’accento su un ulteriore aspetto e titola così la sua nota: “Un impegno concreto del Municipio, modello di collaborazione istituzionale”. “La seduta di Consiglio di oggi 28 ottobre, dedicata al tema di Donna Olimpia 30, è stata calendarizzata per illustrare all’Aula e ai presenti l’impegno costante del Municipio su questa vicenda. L’istituzione del tavolo tecnico — che si è rivelato un modello per tutta Roma — rappresenta un passo importante nel percorso di miglioramento delle condizioni dei residenti del civico 30, grazie alla sinergia tra ATER, Prefettura e Roma Capitale” .“Proseguiamo nel nostro lavoro con la massima attenzione, coinvolgendo le Forze dell’Ordine e tutti gli attori istituzionali competenti. Il recupero degli immobili rientra nell’ambito delle competenze di ATER, con cui il Municipio mantiene un costante confronto in quanto siamo consapevoli anche che serve un lavoro condiviso con i servizi sociali per affrontare le situazioni di maggiore fragilità. Tutto questo va fatto insieme, con responsabilità e senza lasciare nulla al caso.”

Soddisfattissimi i due primi firmatari della mozione. Per il vicepresidente di Giunta e capogruppo di Forza Italia Massaro ,é un successo ‘la condivisione di un documento finale che va nella direzione di garantire maggiore legalità, maggiore sicurezza in questo condominio. Tante famiglie hanno bisogno che venga loro restituita una dignità ed è giusto che venga ripristinata la legalità trasversalmente, da parte di tutte le istituzioni attraverso un rapporto collaborativo , perchè dobbiamo dire no allo spaccio di droga, alle occupazioni abusive e a tutte le situazioni abusive che possano danneggiare la qualità della vita dei residenti di Donna Olinpia. Per il consigliere di Forza Italia Galletti cofirmatario della mozione ‘oggi é una giornata importante perchè siamo riusciti a votare insieme, maggioranza e opposizione, la mia mozione sulla riqualifica e per attivare un tavolo sulla sicurezza . Andiamo a contrastare lo spaccio, l’occupazione abusiva e lavoriamo per il ripristino del decoro urbano.

Il condominio di via di Donna Olimpia 30, così segnato recentemente da brutte storie, potrebbe diventare anch’esso un modello , di socialità viva e vivificante: nell’ampio cortile trovano alloggio la Scuola popolare di musica ,oltre all’associazione che custodisce le memorie garibaldine e una cooperativa che con i suoi corsi si occupa del reinserimento degli sbandati. Per ora prevale la giustificata paura di chi é costretto a condividere lo spazio comune con quelli che l’avvocato chiama delinquenti. Il futuro invece dipende dalla solerzia delle istituzioni.

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