Fabiana Tomassi: “scusarmi per la Artom? Non capisco di che cosa mi si accusa”

Intervista all’assessora alle politiche educative del Municipio, domande e risposte scritte per evitare fraintendimenti

Non crede di dovere delle scuse ai genitori della Artom e della Girolami?
Scusarsi rappresenta certamente un atto di remissione di grande maturità pertanto per scusarmi avrei bisogno di capire di cosa mi si accusa.

Secondo la sua ricostruzione a che cosa è dovuto il ritardo nella riapertura della scuola?
La riapertura in ritardo delle scuola è dovuta ai lavori di adeguamento richiesti dalla ASL, a sua volta intervenuta perchè l’utenza (i genitori della ARTOM), ha chiesto una serie di interventi quali: adeguamento dei servizi igienici per i disabili, peraltro già previsti tra i lavori da eseguire e per la creazione del bagno delle educatrici; evidenzio come tali richieste siano legittime, tuttavia viene altrettanto legittimo chiedersi, come mai la stessa utenza non ha mai formulato negli anni precedenti tali richieste all’amministrazione (atteso che bambini con disabilità erano presenti tra le iscrizioni anche negli anni passati) e perchè mai le istanze di adeguamento delle strutture scolastiche vengono formulate solo quando si chiede di ospitare un’utenza, quella della Girolami, già provata?! Mi viene da pensare alla sindrome di NIMBY.

Sa che diversi genitori sono stati costretti a rinunciare alla scuola pubblica a causa della mancanza di indicazioni e risposte dal municipio?
Abbiamo incontrato i genitori della ARTOM e della GIROLAMI tutto il mese di agosto e di settembre per tenerli sempre costantemente aggiornati circa l’evoluzione delle lavorazione e degli interventi che via via venivano eseguiti.

Che a settembre ci sarebbe stato un problema di spazi per le scuole si sapeva da tempo. Che cosa ha impedito al municipio di muoversi per tempo? Non conoscevate o avete sottovalutato la situazione?

Nessuna sottovalutazione, il municipio si è mosso per tempo e secondo gli standard forniti dalla Regione e del Ministero, invito sul punto ad una riflessione necessaria se si vuole affrontare il tema con lucida critica, abbiamo e stiamo ancora attraversando un periodo di forti incertezze, gli scenari mutano di ora in ora e prendere decisioni la mattina si potrebbe rivelare non più adeguato la sera; questo per dire che quando l’amministrazione ha operato la scelta di ospitare i bambini della Girolami all’interno del plesso Artom, lo ha fatto tenendo conto delle esigenze del momento ed è intervenuta via via con gli adeguamenti pedagogici che si stavano condividendo a livello nazionale.
D’altro canto la comunicazione che i bambini della Girolami non potevano più essere accolti in Via Manassei è giunta alla direzione tecnica del Municipio solo a fine luglio, pertanto in tale periodo è stata operata la scelta di accogliere l’utenza della Girolami alla Artom, vagliando tutte le possibili soluzioni alternative, quali, scuole private, tenso strutture e frazionamento dell’utenza; attesa la indisponibilità di spazi presso le strutture private, la soluzione migliore sotto il profilo pedagogico e sotto il profilo logistico è risultata essere la Artom; quindi sotto tale profilo le pretestuose asserzioni peraltro indimostrate, appaiono destituite di fondamento.

C’è qualche altro dipartimento municipale che non ha lavorato/funzionato come avrebbe dovuto tenendo conto che la situazione determinata dalla pandemìa covid richiedeva interventi e decisioni rapide?
Tutto è sempre perfettibile, tuttavia prima di imputare responsabilità è necessario intervenire a livello operativo per limitare al massimo i disagi all’utenza, ci sarà sicuramente un tempo per individuare eventuali responsabilità.

6) Nessuna autocritica e nessun rammarico?
L’autocritica è sempre costruttiva e certamente consente di migliorare, sono consapevole che spesso si paga il prezzo dell’inesperienza politica che gioca sicuramente un ruolo fondamentale, ho imparato infatti che la correttezza spesso non paga, soprattutto in politica; ho infatto potuto constatare che una parte dell’utenza dei genitori della Artom è stata “sfruttata” da una opposizione di basso livello culturale ed etico e questo purtroppo ha esposto gli stessi genitori a dover subire loro stessi le conseguenze dei giochi di quella bassa politica che certamente non ha a cuore il benessere dei cittadini, ma strumentalizza ogni questione – anche le scelte di buon senso – solo per attirare l’attenzione, senza poi porsi il problema delle conseguenze, ma soprattutto senza mai suggerire soluzioni!

7) Ora l’anno scolastico andrà avanti regolarmente?
Ce lo auguriamo tutti.

In conclusione non sembra inaccettabile anche a Lei un ritardo di oltre due mesi, caso forse unico in tutta l’area metropolitana?

Direi che i ritardi sono riscontrabili in tutta Italia, le ricordo che fra il 1950 e 1980 il processo accelerato di scolarizzazione ha richiesto un rapido incremento del parco italiano di edilizia scolastica: l’intensa produzione ha soddisfatto almeno in parte la domanda quantitativa, accettando però standard qualitativi modesti, quando non scadenti. Oggi, per difetti di origine o a causa di un’obsolescenza anticipata – spesso aggravata dall’assenza di manutenzione – un gran numero di edifici scolastici presenta caratteristiche inadeguate rispetto alle esigenze. Oltre ad un aspetto spesso scoraggiante per banalità e grigiore, più della metà del parco evidenzia criticità funzionali, ma anche di fruibilità e sicurezza. In attesa di poter accedere a tutti i dati dell’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica, istituita con la Legge 23/1996 ma non ancora resa disponibile, le informazioni sullo stato del parco sono quelle reperibili da altre indagini che hanno recentemente affrontato il tema , che concordano tutte nel segnalare il progressivo aggravarsi di carenze dal punto di vista del comfort, dell’efficienza energetica e delle dotazioni funzionali, con livelli di gravità particolarmente acuti e non solo nelle regioni dell’Italia Meridionale.

Il XV Rapporto di Legambiente4 conferma che i problemi strutturali risultano aggravati dalla scarsa manutenzione degli edifici scolastici, che dal 2009 ha visto ulteriormente ridursi le già limitate risorse investite dagli Enti locali proprietari. Dal 2012 al 2013, gli investimenti medi per singolo edificio si riducono, rispettivamente per la manutenzione straordinaria da € 29.946 a € 17.614 – con un calo di € 12.332 (-41%) – e, per quella ordinaria, da € 8.808 a € 6.876, con una contrazione pari a circa €2.000 € (-22%). Con questi dati che le invito a confutare, abbiamo il dovere di prendere atto che la situazione del Paese è grave e i fondi messi a disposizione del Governo – invertendo la rotta – potranno se oculatamente investiti, essere un primo passo per invertire la tendenza.

Un pensiero riguardo “Fabiana Tomassi: “scusarmi per la Artom? Non capisco di che cosa mi si accusa”

  • 30 Ottobre 2020 in 11:23
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    l’assessora non capisce di cosa la si accusi… ebbene, il problema è sorto proprio per il fatto che l’assessore non ha capito quanti problemi stesse creando e quanti danni stesse facendo.
    non è stata tanto la sua incompetenza, ma i suoi goffi tentativi di nasconderla, camuffarla e dissimularla: una volta compreso che aveva completamente toppato, perchè in una riunione di inizio settembre con i genitori (Artom più Girolami uniti, altro che effetto nimby) lo aveva finalmente compreso, invece di rimediare ha provato ad insabbiare, rinviare, confondere.. e così solo per la sua ostinazione ed incapacità di ammettere un errore invece di fare una piccolissima e parziale retromarcia ha portato avanti questo scempio distruggendo una scuola (intesa sia come edificio, ora stravolto, sia come comunità, con una trentina di bambini che hanno abbandonato per le nuove condizioni di “non vivibilità” di quasi tutti i nuovi spazi della struttura).
    Ed eccoci arrivati quindi a questa intervista, nella quale invece di cospargersi il capo di cenere, continua a fare la finta (si spera!) tonta, e a non capire, ed a provare a stravolgere il punto di vista della collettività con l’iperbole dell’autoglorificazione..
    Cara Tomassi, se volesse, potrebbe capire anche da sola che una richiesta agli atti causa ritardi solo se gli atti non ci sono, che il bagno degli insegnanti non era mai stato chiesto prima perchè prima delle sue modifiche quel bagno esisteva, che se lei crea una classe in un abbaino di 14 mq senza aerazione in quella classe resteranno solo i 2 bimbi disperati che non hanno potuto cambiare scuola nè possono restare un anno intero a casa. Serve altro? Perchè se vuole io e tutti gli altri genitori possiamo proseguire…

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