Casetta Garibaldi e via Castaldi: la strana storia di due luoghi pubblici inutilizzati nel municipio XII

Non si contano in Italia le casette dove si racconta che il generale Garibaldi avrebbe dormito tra una campagna e l’altra. Nel Municipio XII, di fronte all’entrata di Villa Pamphilj sul piazzale San Pancrazio c’è un edificio di stile rustico, conosciuto nel quartiere come la “casetta Garibaldi” vista la vicinanza con i luoghi storici della Repubblica romana. Sempre nel Municipio XII, in zona Porta Portese, in via Panfilo Castaldi, c’è un ampio locale ad un piano, dotato di una corte esterna, recentemente ristrutturato. Perchè questi luoghi ,così preziosi , giacciono chiusi e abbandonati, perchè non sono aperti all’uso pubblico ? E’ una lunga storia

di Luisa Stendardi

Foto da comitatogianicolo.it

Da circa quindici anni la casetta garibaldina è rimasta inutilizzata. Nel frattempo si sono succedute diverse giunte municipali e sono stati adottati dai competenti Uffici dipartimentali del Comune di Roma numerosi provvedimenti, ma la casetta che pure tra il 2007 e il 2009 è stata oggetto di un parziale intervento di restauro, ci guarda ancora circondata da un giardino incolto, transennata e imprigionata dalle reti di sicurezza.

Certamente un luogo come questo sarebbe stato ideale per ospitare i bambini e i ragazzi delle scuole del quartiere , alla ripresa delle lezioni ,con tutte le note difficoltà di reperimento di aule e di spazi idonei a garantire il distanziamento nell’era Covid 19. Purtroppo però nessuna autorità si è mossa per tempo , nè il Comune, nè il Municipio, nè l’opposizione per tentare di districare l’ingarbugliata matassa burocratico-giudiziaria che ha investito l’edificio dal lontano 2003. L’assessora Fabiana Tamassi del Municipio XII a cui abbiamo chiesto notizie, ci ha fornito un riassunto di questa travagliata storia che lascia a dir poco perplessi sullo stato di salute della nostra burocrazia, un vero e proprio freno a mano tirato sui diritti dei cittadini .

Si parte da un esproprio dell’immobile per la realizzazione di Via del Vascello, a una richiesta di retrocessione dell’edificio da parte del proprietario in quanto l’area non sarebbe stata utilizzata da Roma capitale ai fini previsti dall’esproprio. Si passa attraverso l’esito del dissequestro disposto in data 19.11.2019 , cioè a ben dieci anni di distanza dal ricorso al TAR dei proprietari , fino ai lavori di recupero e messa in sicurezza disposti dal Municipio nel 2011 anche se negli atti non risulterebbero disponibili i nulla osta necessari del Ministero dei Beni culturali e della Soprintendenza capitolina per l’esecuzione dei lavori. In altre parole il Municipio avrebbe affidato i lavori di restauro senza ottenere i necessari pareri. Allo stato attuale l’edificio risulta assegnato al Dipartimento Patrimonio e Politiche abitative di Roma Capitale e resta di dubbia legittimità il provvedimento con il quale il Municipio XII nel 2007 modificava la destinazione d’uso da abitazione popolare a spazio culturale di rappresentanza e relazioni con il pubblico. Il risultato di questa complicata vicenda è che la casetta è a tutt’oggi inutilizzabile , con l’inevitabile conseguenza del deterioramento fisico e strutturale del bene. Per quanto riguarda l’attività delle opposizioni politiche presenti nel Consiglio municipale , la Lega ha dichiarato di aver chiesto più volte chiarimenti e il Partito democratico non ha reso nota la sua posizione .

La storia dell’edificio di via Panfilo Castaldi è meno intricata e problematica: la proprietà è del Comune di Roma che nel 2015 ha assegnato l’immobile al Municipio XII per lo svolgimento di attività socio-culturali. L’amministrazione Cinque Stelle del Municipio ci ha risposto nel merito dichiarando che “l’immobile a seguito di accertamenti è risultato sprovvisto , già al momento dell’insediamento di questa amministrazione ,di adeguate misure antincendio per l’uso che se ne voleva fare. Attualmente sono in corso di ultimazione gli interventi necessari per consentire l’utilizzo dell’immobile da parte dei cittadini, come da regolamento che è già stato approvato”-

Non ci sono date certe sull’ultimazione di questi lavori che dal cartello esposto risultano iniziati a Maggio 2020. Siamo alla fine dell’anno e l’appartamento è ancora vuoto e chiuso. Alla fine della passata consigliatura nel 2015 le associazioni del Municipio avevano avuto numerosi incontri con l’amministrazione pro tempore, a guida PD . La loro richiesta era quella di dare vita a questo spazio attraverso la costituzione di un comitato di gestione, sull’esempio organizzativo dei Centri anziani. Si parlava allora di una Casa della partecipazione a cui avrebbero potuto fare riferimento i cittadini e le associazioni del Municipio per le loro attività . Con la nuova amministrazione, a guida Cinque stelle, sono stati ripresi questi incontri che si sono conclusi nel 2017 con l’approvazione di un Regolamento che ha previsto un utilizzo della struttura da parte delle associazioni e dei cittadini per un uso temporaneo e su domanda attraverso un iter autorizzativo da parte degli uffici municipali. Una volta approvato il Regolamento sono emersi I problemi dei dispositivi antincendio che hanno impedito l’utilizzo della struttura , anche in questo caso il tempo trascorso dal 2015 ad oggi ha di fatto impedito ai cittadini di poter usufruire di questi spazi. Come la vogliamo chiamare: inefficienza, disinteresse, incapacità, opacità delle procedure? Oggi ,alla fine di questo difficile 2020 , con tutti i problemi della scuola e della sanità è inconcepibile che questi spazi siano ancora, chiusi, transennati e vuoti.

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