In teatro per imparare l’italiano. Ripartono i corsi di Monteverde Solidale per stranieri con green pass

Raffaella Leone

Iqbal, Kadigia, Nansi, Giselle, Shapon , Adiba e gli altri, una decina. Sono gli iscritti del primo giorno ai corsi di italiano organizzati dall’associazione Monteverde Solidale, altri ne arriveranno – così almeno succedeva negli anni scorsi- quando entro fine ottobre partiranno le lezioni. Tutti muniti di green pass, tutti ‘scannerizzati’ all’ingresso per misurare la temperatura.

“Sono grata alla preside e al Consiglio di istituto della scuola Oberdan, hanno risposto alla nostra richiesta mettendoci a disposizione lo spazio del teatro e permettendoci così di riprendere i corsi. Siamo fortunati, so che diverse associazioni non hanno potuto riprendere l’attività per le restrizioni dovute al Covid” dice Mariangela, la presidente dell’associazione . Grazie alla sviluppata sensibilità solidale e sì, anche sociale, può dunque ripartire il Cantiere di cittadinanza, ovvero il progetto approvato e co-finanziato dalla Tavola Valdese che supporta i corsi. Quest’anno si ricomincia in presenza, dopo il lungo periodo di attività ridotta in Dad.

Il protocollo è rigido: green pass obbligatorio, distanziamento tra i banchi, niente assembramenti e prima di tutto ingresso differenziato per gli iscritti ai corsi, che entreranno da quello che si può definire l’ingresso posteriore della scuola. Decisamente più stretto, quello di via Francesco Amici, rispetto al portone della Oberdan, girato l’angolo.

A parte una ragazza egiziana e una basiliana, entrambe in cerca di lavoro, la maggioranza dei nuovi iscritti è bengalese, della seconda generazione, si potrebbe dire, quella che non ha più alle spalle l’indigenza o la povertà, quella che ora è per lo più titolare dei tanti negozi e negozietti sparsi nel quartiere. Gli studenti pagano solo il libro di testo fornito dall’associazione.

Quest’anno a seguire le lezioni ci saranno anche una ragazza e due giovani afgani. Li ha accompagnati Flavia, tutor per l’area immigrati della Caritas, che in accordo con la Prefettura, si adopera per mettere in pratica l’accoglienza diffusa: non un tot di rifugiati ammassati in una qualche struttura, ma un numero certo di rifugiati distribuiti in base alla disponibilità. E a questo proposito Flavia, che segue quattro nuclei familiari arrivati in Italia grazie alla mobilitazione della nostra ambasciata dopo quel tragico 15 agosto, cita ad esempi la Comunità di Sant’Egidio e la stessa Chiesa Valdese.

Certo, niente sarà più come prima neanche per gli studenti di Monteverde Solidale, a cominciare dal fatto che non potranno essere più di trenta. Le stesse lezioni dureranno qualche minuto in meno, per dare tempo a docenti e aiutanti di sanificare l’ambiente, e l’associazione si è già dotata dell’apposita strumentazione. Sin dal primo giorno, gli iscritti sono avvertiti: ci sono nuove regole da rispettare.

Le lezioni si terranno il martedì e il giovedì dalle 18 alle 20. Indirizzo email: monteverde.solidale@gmail.com

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