Ama al lavoro senza pause, via migliaia di rifiuti. Appello all’Abruzzo: apra gli impianti fino a fine anno. La Procura indaga

Molto é fatto, moltissimo resta da fare. Lavorando in turni che coprono le 24 ore, gli operatori dell’Ama hanno rimosso dalle strade 3400 tonnellate di spazzatura. Evidentemente l’intervento del governo- nei panni del ministro dell’ambiente Costa e poi, in un faccia a faccia privato del premier Conte con la sindaca, dà i suoi frutti. Resta però il problema dei problemi: dove metterli? L’Acea- altra azienda partecipata dal Comune, offre l’unico inceneritore attivo nel Lazio. Ma é noto che i 5 stelle non vogliono inceneritori. Così si torna alla domanda: che fare? L’Ama indica

due strade:intanto chiedere al nuovo governatore di centro destra dell’Abruzzo -che finora ha nicchiato- di prorogare alla fine dell’anno il contratto in scadenza per accogliere la spazzatura romana. E intanto stringere sull’invio all’estero dei rifiuti romani. Due strade da percorrere subito, altrimenti sarà di nuovo emergenza di qui a poco. Si muove anche la magistratura: il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia ha aperto un fascicolo contro ignoti ipotizzando la gestione non autorizzata dei rifiuti. A muovere la Procura, le decine di denunce presentate da associazioni e cittadini esasperati. Gran parte delle denunce corredate da foto. Se ci sarà un seguito in tribunale, di certo non mancheranno le prove.

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