Il presepe vivente torna nel cuore di Monteverde

Non é proprio la grotta del classico Tu scendi dalle stelle, ma il freddo e il gelo sono reali nel presepe vivente allestito nella parrocchia di San Giulio, cuore di Monteverde vecchio, sotto la tensostruttura che una volta ospitava le impalcature per il restauro della chiesa. Non ci fanno caso i bambini che corrono avanti e indietro sulle viuzze lastricate di paglia nel piccolo (non tanto) villaggio ricostruito intorno alla capanna dove i volontari- e sono tutti volontari, quattrocento tra figuranti e staff- danno vita ai vari personaggi.

Intorno, tutto é molto realistico. Nel recinto ci sono i polli, con tanto di scaletta tipica della civiltà contadina, sparsi qua e là ci sono i banchetti dei vari mestieri, a quello del panettiere si può approfittare per assaggiare qualcosa, non potevano mancare i soldati romani, fisicamente imponenti come il ruolo richiede.

Presiede e dirige tutto il parroco, Padre Dario Frattini, soddisfatto di aver riportato il presepe vivente a Monteverde dopo due anni di trasferta (e di successo) presso il sito archeologico di Porta Asinaria , a San Giovanni in laterano. Soddisfatto soprattutto, Padre Dario, per il centro di accoglienza benedetto da Papa Francesco, che offre rifugio e cibo ai più deboli della società e da dicembre a aprile ospita di notte chi non ha una casa. Oggi sono in nove, segnalati dalla Caritas romana. E questa sera si ritroveranno tutti per il cenone di capodanno. Tombolata, canti e balli come da tradizione.

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