Emergenza corona virus, una parte dei fondi stanziati non potrebbe andare al Forlanini?

Allo stato attuale la riapertura di almeno un reparto del Forlanini é un pio desiderio del professor Massimo Martelli-ex primario di chirurgia toracica dello stesso ospedale- di circa 50 mila persone che hanno firmato la petizione al ministro della salute Speranza- rilanciata da Italia Nostra e appoggiata anche dalla sindaca Raggi- e dei consiglieri 5 stelle e Sinistra per Roma che hanno approvato una mozione- con il no del Pd- che impegna la sindaca e la Giunta ” a chiedere alla Regione Lazio -di attivarsi perché, con tempi diversi e con risorse diversificate, gli ospedali storici di Roma, Carlo Forlanini, Nuovo Regina Margherita, S. Maria e San Gallicano a Trastevere e San Giacomo in Augusta, tornino a svolgere la loro funzione di assistenza ospedaliera pubblica e specializzata, quali risorse imprescindibili e presidî indispensabili per le esigenze sanitarie della capitale d’Italia” e in particolare ” -di restituire all’uso sanitario pubblico -nell’immediato e nel più breve tempo possibile- gli spazî degli ospedali storici di Roma (Carlo Forlanini, Nuovo Regina Margherita, S. Maria e San Gallicano a Trastevere e San Giacomo in Augusta) attualmente liberi, agibili e adeguati, e all’emergenza di posti letto e di strutture ospedaliere che il Paese e la città stanno vivendo .”

Opportunamente, l’odg ricorda che a fronte della carenza di posti per la terapia intensiva il governo ha deciso lo stanziamento di 845 milioni di euro. Non basteranno certo a rimediare alle storture determinate da anni e anni di tagli e dismissioni nella sanità pubblica, ma possono aiutare a fronteggiare l’emergenza anche nella Capitale. A questo punto viene da chiedersi: é possibile destinare una parte- quella che serve- di quei fondi alla riapertura di almeno un reparto del Forlanini? Serve forse una pressione/richiesta ufficiale della Giunta? La Regione, destinataria della mozione, si é affrettata a bocciare senza appello l’ipotesi. Un’idea strampalata e senza senso, l’ha definita l’assessore alla salute D’Amato. Nemmeno la quantità impressionante di firme raccolte in poche ore ha convinto l’assessore a un ripensamento. Sarà l’ennesima dimostrazione dell’inimicizia tra Raggi e Zingaretti. Ma é certo che così la Regione sta sprecando un’occasione per tornare sui propri passi senza perdere la faccia. O per lo meno senza perderla del tutto.

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