Il Forlanini passa dalla Regione allo Stato per mandare in porto l’operazione Bambino Gesù
Raffaella Leone
Operazione Forlanini-Bambino Gesù, la maggioranza di governo batte un colpo, e che colpo. Un emendamento al decreto legge Economia ( anche detto decreto Anticipi) già approvato dalla Commissione bilancio di Montecitorio dispone che la proprietà del Forlanini, che ora appartiene alla Regione Lazio, passi al Demanio, cioè diventi dello Stato. E’ un passaggio indispensabile per portare a termine l’operazione e rientra in una partita di giro in cui il presidente Rocca ‘vince’ il Policlinico Universitario Umberto Primo, oggi di proprietà del Demanio. Solo quando sarà completato questo passaggio, – non esplicitato e forse neppure ipotizzato all’epoca della firma della Dichiarazione di intenti l’operazione Forlanini-Bambino Gesù potrà, diciamo, entrare nel vivo perché sarà stata disegnata quella ‘architettura normativa’ di cui parla la nota che accompagnava il testo firmato nel febbraio del 2024 da monsignor Parolin per il Vaticano e dal sottosegretario Mantovano per Palazzo Chigi.

Sfibrate da quasi un decennio di lotte e di promesse ufficiali sempre tradite, le associazioni che si battono affinché il Forlanini resti un ospedale e resti pubblico si affidano all’opposizione parlamentare, o almeno a quella parte di opposizione che ha sposato la causa del Forlanini -visto il pervicace silenzio del Pd, primo partito di opposizione e i fin dei conti principale co-responsabile della situazione – per denunciare quella che sempre più appare come una speculazione. Francesco Silvestri, deputato dei 5 Stelle, ha rivolto una interpellanza (Chiarimenti in merito alle finalità connesse alla prospettata gestione da parte dell’Agenzia del demanio dell’area di proprietà dell’ospedale ex Forlanini (Roma) – n. 2-00725) chiedendo una risposta al governo, presente in aula nella persona di Lucia Albano, Sottosegretaria di Stato per l’Economia e le finanze. La risposta che è arrivata è talmente vaga da far pensare che anche questa volta e per l’ennesima volta si voglia alimentare confusione, magari per permettere agli addetti ai lavori di andare avanti e mettere tutti di fronte al fatto compiuto. Richiede qualche minuto ma vale la pena di leggere il resoconto stenografico della seduta del 5 dicembre, protagonisti lo stesso Silvestri e la sottosegretaria Albano.

