Il filo di Penelope porta a un Raffaello inedito

“Tutto è nato da una serie di incontri fortunati nella Bibloteca Angelica, in particolare con il Codice 1532″. Per la storica dell’arte Penelope Filacchione non è strano ‘incontrare’ un testo dei primi decenni del 1500 e da lì mettersi sulle tracce di un progetto ambizioso di Raffaello, che svela un volto inedito del Maestro: realizzare una ” ricostruzione grafica e materiale di Roma antica, così come la si poteva vedere al principio del XVI secolo” – spiega il comunicato stampa di presentazione del libro. ” L’impresa prevedeva il disegno di una pianta, attraverso una nuova misurazione precisa della città antica e dei suoi monumenti, e una classificazione storica degli edifici romani con l’intento filologico di restituire, attraverso un corretto metodo di studio, quelle parti degli edifici antichi andate distrutte o danneggiate nel corso dei secoli e posizionarle in modo certo e definitivo nel tessuto urbanistico della Forma Urbis. Ma la morte prematura, a soli 37 anni, lo colse impreparato e del progetto rimasero solo le splendide premesse contenute nella lettera dedicatoria a Leone X”.

La lettera- pubbblicata integralmente nel volume della Filacchione- è in realtà a due mani: Baldassarre Castiglione- amico e ‘tutore diplomatico’ in questo caso , dell’Urbinate, intervenne a sfumare le severe parole che Raffaello indirizzava alla Chiesa rea di aver distrutto preziose testimonianze.

La Chiesa e le grandi famiglie nobiliari dell’epoca, aggiunge Maria Elisa Garcia Barraco, che ha curato per l’editore Arbor SapientiaE il prezioso e puntiglioso lavoro arricchito dai disegni e dalle carte di Marco Fabio Calvo, compagno di Raffaello nelle passeggiate romane. Il Simulacrum , pubblicato nel 1527, è il primo tentativo di raffigurare l’espansione e lo sviluppo dell’antica Roma utilizzando lo strumento cartografico …e una rappresentazione schematizzata..Opera topografica nata dalla collaborazione tra il Calvo, Andrea Fulvio e Raffaello Sanzio.

“Mi aveva incuriosito la lettera, e da lì ho seguìto il filo”. Il filo di Penelope, appunto.

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