Come affronteremo il “caldo” autunno sociale?

di Luisa Stendardi

Attac Roma ( Associazione per la tassazione delle transazioni finanziarie e aiuto ai cittadini) scrive una lettera aperta a tutti i soggetti , realtà e movimenti per iniziare una discussione sul “come” costruire, nell’emergenza sociale del post covid che- stando alle previsioni, si acutizzerà nel prossimo autunno -percorsi di lotta collettivi per uscire dallo schema ” decidono loro, ma avevamo ragione noi” . L’appuntamento del 15 luglio sul web è stato l’occasione per un primo confronto.

La discussione inizia alle 18,00 su una delle tante piattaforme infomatiche che, in questi tempi di distanziamento sociale obbligatorio, hanno consentito la prosecuzione del confronto e del dibattito politico . Il tema è quanto mai scottante ed è tutto incentrato sul “come” affrontare gli effetti economici e sociali del post covid, con una pandemia mondiale ancora in corso in larga parte del mondo.

Per i lettori che ancora non la conoscono, è doverosa una breve presentazione di Attac Italia : un’associazione indipendente che nasce nel 2001, come parte di una rete internazionale presente in 40 paesi di diversi continenti e che orienta la sua azione sull” analisi , la comprensione e la critica del pensiero economico neo liberista e del cosidetto pensiero unico del mercato”. Attac è stata tra i promotori del Comitato referendario Due si per l’Acqua bene comune ed è impegnata in tutte le campagne per il controllo dei capitali finanziari,tra cui, la più conosciuta quella sulla Tobin tax.

Nell’introduzione al dibattito, Marco Bersani specifica che questo confronto ” è un primo sasso nello stagno della città di Roma”, dove le acque dei movimenti, delle associazioni anche diverse tra loro si sono mosse durante il lock down con una serie di iniziative di solidarietà ben organizzate e con un proliferare di dibattiti on line sulla natura eccezionale di questa crisi sanitaria, economica e sociale dimostrando una vitalità che ora, in questa fase di parziale ripresa delle attività , non va dispersa , ma rinforzata .

Come fare in modo che tutte le analisi e le esperienze fatte nel pieno dell’epidemia (pratiche di mutuo soccorso, organizzazione di scioperi anche spontanei ecc…) non si trovino ad essere inefficaci perchè i movimenti che li hanno prodotti sono frammentati? Da quest’interrogativo nasce l’inizitiva della lettera aperta , nella consapevolezza che il tempo stringe e che il rischio di vedere richiudere tutte le faglie aperte dalla crisi con un riposizionamento in una fase più avanzata delle istanze che oggi appaiono chiare e ineludibili – sanità pubblica e universale, lotta alle diseguaglianze a cominciare dalla precarietà del lavoro – domani , in mancanza di una forte consapevolezza e mobilitazione sociale, potrebbero essere riassorbite dal prevalere di interessi contrari ad un reale e sostanziale cambiamento della società. Qualcosa in realtà si è già mosso, il 20 Giugno a Villa Panphili, in risposta agli Stati generali del Governo , è stato organizzato un vivace dibattito intitolato :Gli Stati solidali, a cui hanno partecipato diverse realtà del mondo sindacale ed ecologista , l’incontro virtuale di questa sera è un altro passo verso quella convergenza che potrà avvenire soltanto in maniera graduale, senza forzature. Per prepararsi alle sfide dell’autunno sarà necessario convergere su un “Manifesto della società della cura “: cura dell’ambiente, della salute , dei diritti ecc…, che tenga insieme in un’unica cornice tutte le esperienze e le lotte fino a qui realizzate., che permetta a tutte le mobilitazioni in corso di riconoscersi. Il prossimo incontro con le diverse realtà è previsto per il 31 Luglio.

Gli interventi che sono seguiti all’introduzione di Bersani, hanno sottolineato la necessità di uno scatto in avanti , Luciano di Frosinone parla della sua realtà comunale, dove è difficile partire dai grandi temi sociali: diseguaglianze, cura dell’ambiente, più facile aggregare sui temi locali , di prossimità , tra questi, il grande problema dell’organizzazione scolastica ed in particolare del personale ausiliario che è in agitazione, come pure gli addetti alle mense scolastiche che con la sospensione delle lezioni hanno perso di fatto lo stipendio.

Si parla anche della scarsa partecipazione alle lotte che pure si organizzano sui territori. Vedi la lotta per una diversa gestione delle case popolari ;ai presidi sotto la Regione alla fine sono sempre in pochi , la frantumazione sociale degli ultimi decenni ha atomizzato la società italiana, per questo è necessario ricostruire innanzi tutto legami e relazioni prima ancora della politica in senso stretto.

La riunione termina intorno alle 20,00, come tutte le riunioni on line, quello che manca è l’elemento della fisicità, la mimica dei volti, la piacevolezza di un sorriso, l’impeto di un intervento appassionato. On line appare tutto ordinato e corretto, ma anche un pò scialbo e smorzato. Il prossimo incontro previsto per il 31 Luglio sarà ancora organizzato sul web, ma per dare corpo e sangue al “Manifesto della società della cura ” sarà necessario ,se possibile ,come tutti ci auguriamo, un vero incontro in presenza con tutto il mondo dei movimenti e delle associazioni, così disperso e vitale.

Le immagini non di attualità nel testo sono tratte dalla pagina fb di attac italia

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