Casetta Garibaldina, un bel rebus

di Luisa Stendardi

L’8 maggio scorso i Comitati di quartiere si sono ritrovati nel piazzale antistante la cosiddetta Casetta Garibaldina per chiedere al Municipio di renderla agibile alla cittadinanza . Si tratta di un edificio di tipo rustico, a due piani, circondato da un giardino incolto e transennato da molti anni. Ne avevamo già parlato su queste pagine 6 mesi fa , quando ci domandavamo a che punto fossero le pratiche relative ai due immobili censiti all’interno del Municipio XII : il locale di Via Panfilo Castaldi a Porta Portese e la Casetta Garibaldina a Monteverde vecchio.

Sappiamo che la situazione dell’immobile di Via Panfilo Castaldi è stata finalmente sbloccata con soddisfazione delle associazioni e dei comitati del territorio che così potranno usufruire di spazi pubblici per le loro attività , ma anche delle forti critiche rivolte dagli stessi Comitati all’estrema complessità e farraginosità del Regolamento di attuazione ,approvato dal Municipio.

Per quanto riguarda la Casetta Garibaldina invece la situazione è più complessa e non ancora risolta anche se il Municipio ha compiuto qualche passo avanti. Infatti il Consiglio municipale ha approvato una Risoluzione con la quale l’assemblea ha deliberato” di portare a termine nel più breve tempo possibile tutta l’attività necessaria per acquisire in affidamento definitivo del Municipio XII l’immobile oggetto del presente atto e tutte le relative autorizzazioni al fine di poterlo utilizzare per la realizzazione di progetti socio-culturali “ In altri termini ciò significa che dal punto di vista amministrativo la Casetta non è ancora formalmente nella disponibilità del Municipio, che con tale risoluzione esprime di fatto soltanto l’intenzione di adoperarsi per sbrogliare la matassa dell’intricata situazione giuridica che vede ancora Il Comune di Roma assegnatario del bene .

Contestualmente a questa risoluzione il Consiglio ha approvato un ordine del giorno con il quale impegna la Presidente e la Giunta a reperire i fondi necessari “per la realizzazione di un progetto socio-culturale che preveda l’apertura di un Centro socio-culturale o di un CAG (Centro di aggregazione giovanile) denominato Casale S; Pancrazio” da collocare nella Casetta . Si tratta sempre di un’intenzione futura e nell’ ordine del giorno è specificato che “nel caso in cui fosse impossibile reperire i fondi in tempi utili per consentire la realizzazione del progetto del Centro o comunque parallelamente a tale attività, ad avviare una consultazione partecipata aperta ad associazioni ,cooperative ,comitati di quartiere ,scuole e singoli cittadini, al fine di individuare una forma di regolamento da utilizzare per la gestione del costituendo Centro Culturale Casale San Pancrazio …al fine di utilizzare tale struttura con le stesse modalità con le quali viene usata anche la struttura di Panfilo Castaldi ” Proprio il Regolamento che le Associazioni hanno contestato per eccesso di regolamentazione.

Si tratta in realtà di una vera stranezza amministrativa. Ci domandiamo come fa il Municipio a pensare ad una “Consultazione partecipata” per stabilire le regole di gestione e di funzionamento di un Centro Culturale, regole che dovrebbero essere improntate alla massima semplicità ,esattamente l’opposto del regolamento approvato per l’immobile di via Castaldi. Questo progetto in ogni caso non è quello auspicato dai Comitati e dalle Associazioni che sabato scorso si sono riunite in piazza proprio per manifestare la loro contrarietà al paventato utilizzo della Casetta come Centro Culturale o di aggregazione giovanile.

Nel piazzale si sono succeduti diversi interventi dei rappresentanti dei Comitati del quartiere. Tutti hanno sottolineato la necessità di “controllare quello che fa la politica , la cittadinanza attiva ha un ruolo essenziale” L’intenzione è quella di “ricominciare una stagione di lotta per restituire la Casetta ai cittadini, farne un presidio con una forza economica che assicuri i fondi necessari al mantenimento della struttura, affidare la gestione ad un’associazione. Quello che in molti chiedono è di riprendere il vecchio progetto del Caffè Letterario che la giunta precedente a quella attuale aveva caldeggiato come un punto di incontro e di scambio culturale da affidare alla gestione di un’associazione individuata dal Municipio attraverso un bando pubblico. Il progetto ,come sappiamo, non ha visto mai la luce a causa dei problemi di carattere amministrativo e giudiziario che avevano bloccato qualsiasi possibilità di utilizzo dell’immobile, che solo nel 2019 , a seguito di un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica, ha visto il dissequestro degli atti e quindi la possibilità di procedere all’eventuale assegnazione al Municipio. I Comitati quindi non sembrano d’accordo con quanto deliberato qualche giorno dopo la loro manifestazione dal Consiglio Municipale e vorrebbero far cambiare idea alla Presidente e alla Giunta sulla destinazione della Casetta.

Su tutto questo incombe l’incognita di una giunta che , causa pandemia , è stata posticipata nei suoi poteri fino alle prossime elezioni comunali previste per il mese di settembre. Che il rebus Casetta Garibaldina possa sciogliersi prima di questa data è altamente improbabile, ma la campagna elettorale è già iniziata .

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