Una serata tra i filosofi

Presso il Totem Garden bar di Largo Ravizza si è tenuta la presentazione del libro “Filosofia per i prossimi umani ” di Francesco De filippo e Maria Frega , promossa e organizzata dalla libreria indipendente I Trapezisti . L’evento è stato seguito da un gruppo di persone di varie età, tra cui non pochi studenti e insegnanti, attirati dall’argomento quanto mai attuale, dell’immaginazione del prossimo futuro attraverso le visioni di filosofi, narratori, climatologi, storici e antropologi.

di Luisa Stendardi

Il giardino di Largo Ravizza è ombroso e invitante. Intorno alle sette di sera , il giornalista Stefano Leszczynki introduce la presentazione con a fianco uno degli autori, la sociologa Maria Frega. Si tratta di un libro che raccoglie quindici interviste a personaggi del mondo della cultura , alcuni molto conosciuti, come Andrea Camilleri , Giulio Giorello e Luciano Canfora ed altri meno noti: giovani filosofi , antropologi , climatologi tutti chiamati a rispondere ad una serie di domande sul futuro dei prossimi umani.

La prima intervista del libro è quella rivolta ad Andrea Camilleri “L’abbiamo intervistato un mese prima del suo ricovero in ospedale” ricorda Stefano ed è stata organizzata con molta semplicità , senza scaletta , per volontà del maestro che ha insistito molto nel sottolineare l’importanza della cultura classica ,da cui dobbiamo attingere se vogliamo immaginare di costruire un futuro meno spaventoso e tragico del presente . Camilleri ci ha ricordato che nelle antiche civiltà greche e latine il momento creativo nasceva dall’ozio che non aveva le caratteristiche negative di noia e pigrizia , ma quelle positive di tempo sospeso che favorisce la riflessione e la creatività . Nel mondo dei robot che sostituiranno molte attività umane , il recupero dell’ozio potrà avere effetti positivi . Nelle società del futuro si potrà lasciare alle macchine e non agli schiavi , come nell’antichità, il “lavoro sporco ” e riservare agli umani una vita più piena e soddisfacente sul piano umano e intellettuale.

Maria Frega , la coautrice del libro, ha raccontato come è nata l’idea di rivolgersi ,innanzi tutto, ai filosofi per interrogarsi sulle incognite del futuro. Un precedente lavoro degli stessi autori aveva rivolto domande simili al mondo della scienza . “Nel precedente libro, abbiamo intervistato gli scienziati, tredici, a loro mancava l’orientamento filosofico. Gli scienziati auspicano che i filosofi prendano la parola sul tema del futuro e delle sue implicazioni etiche e sociali, superando la divisione tra scienza e materie umaninistiche.” Nel presente si conoscono pochi filosofi contemporanei che sembrano svolgere il loro lavoro nel recinto delle dispute accademiche. Secondo l’autrice in questo libro si cerca ,attraverso le interviste, di sollevare domande alla scienza e ai progressi tecnologici , di raggiungere, come auspica il filosofo Giulio Giorello, recentemente scomparso , un nuovo umanesimo , consapevole dei rischi che l’evoluzione scientifica e tecnologica ci pone sul piano dell’etica e della democrazia.

Non sono mancate le domande dal pubblico, qualcuno ha sollevato l’interrogativo sulla necessità di un racconto chiaro e comprensibile sulla ricerca scientifica ” I cittadini non sanno cosa fa la scienza, come pensano i filosofi intervistati di aprire un dibattito pubblico sui risultati della ricerca, per esempio, nel campo della genetica?” La risposta è stata che essenzialmente il compito della filosofia e in senso lato, della cultura è proprio quello di farsi domande, di sviluppare il senso critico nei cittadini . Su questo è intervenuta ,in chiusura di serata, una giovane insegnante del liceo Manara di Monteverde che ha ribadito l’importanza dell’educazione e della cultura come veicolo di autonomia di pensiero. La formazione dei giovani deve essere orientata a sviluppare spirito critico, che è la molla che consente il cambiamento della società. L’auspicio è che i “prossimi umani” riescano a cambiarla in meglio, certamente con l’aiuto della filosofia.

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