Non solo incontri: a Piazza Merolli il nuovo centro di aggregazione giovanile
Marta Paloscia Gruppo promotore per la realizzazione dei centri di aggregazione giovanile Monteverde.

E’ stato inaugurato il Digital Collective Lab a Piazza Pietro Merolli, un centro di aggregazione per giovani dai 14 ai 35 anni, realizzato attraverso la coprogettazione del XII Municipio con l’Associazione Arci Freddy APS, che lo scorso anno ha vinto il bando di LazioAggrega indetto dalla Regione Lazio per la durata di un anno. Lo spazio si caratterizza per una particolare attenzione alla tecnologia digitale e propone corsi, laboratori gratuiti e attività di co-working attraverso la disponibilità di computer e tablet. I corsi riguarderanno la produzione musicale digitale, il videomaking, il social media marketing, il web design e molto altro, proponendo argomenti attraverso i quali il circolo Freddy intende sviluppare competenze anche di tipo professionale, e, al tempo stesso, stimolare incontro e inclusione.
È una novità bella e importante per il quadrante di Monteverde Nuovo, del tutto sprovvisto, come altri, di spazi pubblici per l’aggregazione giovanile ed è un’occasione per riproporre all’attenzione degli amministratori l’urgenza di mettere al centro delle politiche giovanili la parola socializzazione.
La socializzazione è un bisogno fondamentale dei preadolescenti e degli adolescenti costituendo un fattore protettivo per la salute psicologica anche nelle altre età della vita, come evidenziano gli studi del settore, ma, di fatto, a parte in alcuni quartieri (in genere quelli socialmente più svantaggiati) sono soprattutto gli oratori ad offrire spazi di incontro ai ragazzi.
Comprendere l’importanza della realizzazione di centri giovanili in ogni quartiere rappresenterebbe una prova di sensibilità da parte di politici e amministratori verso i ragazzi, in particolare a partire dalla scuola media. Si tratta di attivare una politica che promuova benessere in una generazione che presenta, oggi, una grande vulnerabilità, come i dati testimoniano. Nei servizi sanitari territoriali si riscontra un aumento delle patologie depressive e da ansia generalizzata, associate, sempre più di frequente, a episodi di harm self e tentativi suicidari, oltre ai disturbi delle dipendenze e del comportamento alimentare. In una recente intervista il primario del Bambin Gesù (prof. S.Vicari) ha confermato la preoccupante casistica dell’aumento di accessi in neuropsichiatria dei giovani adolescenti evidenziando un mutamento dei fattori causali, da rintracciare non più nella famiglia ma nell’ambiente e invitando alla riduzione dell’uso di cellulari e di dispositivi elettronici.
Oltre a lavorare in uno di questi servizi faccio parte di un gruppo di cittadini che da tempo sensibilizza il Municipio sulla necessità di trovare spazi e finanziamenti per aprire dei centri giovanili a partire dalla fascia di età degli 11 anni alla presenza di educatori che sostengano la crescita di preadolescenti e adolescenti.

Naturalmente realizzare questi spazi ha un costo, ma non affrontarlo comporta una ricaduta sul bilancio della sanità come è noto a tutti coloro che si occupano di prevenzione: i centri giovanili oltre a promuovere benessere significano anche riduzione di accesso in psichiatria e di cure psicologiche. La realizzazione di questi progetti non può basarsi sul volontariato (la formula dei patti di cittadinanza) perché è necessaria la presenza di operatori formati e di specificità.
Da questo punto di vista il bando scuole aperte è un’idea innovativa ma che non va in questa direzione, considerando, tra l’altro, che, dopo avere trascorso a scuola metà giornata i ragazzi in genere non hanno voglia di tornarci, tanto più se non viene attrezzato uno spazio fisso di comfort che non sia una spoglia aula scolastica.
Nella città dei 15 minuti un ragazzo dovrebbe uscire di casa senza dover prendere un autobus e arrivare facilmente al centro giovanile di quartiere in modo che esso possa diventare un riferimento delle sue giornate e nel quale possa fare nuove amicizie, studiare, dedicarsi ad attività ricreative e costruire le sue motivazioni. Con altri cittadini che credono in questo progetto confido che i nostri amministratori da oggi inaugurino una politica rivolta alle ragazze e ai ragazzi del Municipio cominciando dalla realizzazione dei centri di aggregazione giovanile in ogni quartiere.
Le foto sono tratte dalla pagina Facebook di Aron Vinci

