E sopralluogo fu. Resta aperto il tavolo di confronto con la Regione sul futuro del Forlanini

Emozionante, ma anche triste rimettere piede in parte del Forlanini per il tanto atteso sopralluogo. Questa volta la Regione, dopo un paio di rinvii, ha tenuto fede alla promessa fatta nel corso dell’incontro dell’undici novembre scorso con il Coordinamento dei comitati per il Forlanini bene pubblico, alcuni comitati di quartiere, ovviamente lo Spi- Cgil che sul Forlanini ha messo in campo tutta la sua forza , e varie associazioni di cittadini. La rappresentanza della Pisana è autorevole e disponibile anche a procurarsi le chiavi di alcune zone degli edifici. A guidarci nei reparti chiusi- gli ultimi ormai da 5 anni- ci sono Maurizio Veloccia , il vicecapo di gabinetto di Zingaretti che coordina il tavolo di confronto, e Filippo Chiesa, avvocato che segue da 6 anni- mi specifica- il dossier Forlanini giacente in Regione dal lontano 2008.

Il tavolo resta aperto, ci sarà un’altra convocazione, si intuisce chiacchierando con i due rappresentanti della Regione mentre visitiamo lo spettacolare corpo centrale del complesso, quello che la Regione ha candidato a sede della neonata e per ora esistente solo sulla carta Agenzia Europea per la ricerca biomedica. Di ufficiale c’è che “a giorni” – assicurano Veloccia e Chiesa- sarà affidato alla Asl Roma 3 lo studio di fattibilità sull’eventuale collocazione delle altrettanto eventuali Rsa e Casa della salute su cui in linea di massima (ma non c’è ancora niente di scritto) la Pisana è d’accordo. Non è detto che siano proprio le due palazzine di Via Folchi ancora sede di uffici amministrativi e per questo in pole position. Dovevano essere trasferiti al San Camillo, che però non li vuole perchè non ha spazi.

Il resto è a metà tra cronaca e storia. In una parte del giardino ci sono le palazzine del 118 e del Telefono azzurro. Il contratto è scaduto, non si sa se è in via di rinnovo. Da tutt’altra parte è in ristrutturazione la tanto annunciata caserma, in pratica l’unico intervento finanziato, con tre milioni di euro. Sarà una caserma abitata, ci saranno le camerate e tutto il resto per i carabinieri che ci vivranno. “Quando non c’era ancora la vigilanza, anni fà, una ragazza ci è morta, ma ora noi facciamo anche giri notturni”, mi assicura l’addetto alla vigilanza che non vuole essere ripreso e al momento vigila a che io non mi perda e non resti dentro il Forlanini quando i cancelli saranno chiusi di nuovo.

L’unica ‘manutenzione’ attiva dentro gli edifici è quella del museo anatomico, chiuso: l’università La Sapienza si prende cura dei contenitori dei reperti, contengono formaldeide, materiale potenzialmente cancerogeno. Con l’impianto idraulico e quello elettrico fuori norma, ci vorrebbero almeno 300 milioni, calcola una delle nostre guide, per rimettere in funzione il complesso. Una vecchia delibera, ormai superata , prevedeva di destinare il Forlanini alla Pubblica Amministrazione e alle istituzioni internazionali con sede a Roma , ma l’ipotesi non è più in campo ed è improbabile che torni oggetto di confronto. I comitati continuano a chiedere un progetto di riqualificazione complessivo che preveda la destinazione di una larga parte del complesso a servizi sociosanitari. Casa della salute e Rsa pubblica rientrano sicuramente tra questi obiettivi, ma non possono bastare.

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