Chi é l’ultimo della coda? La vita inquieta dietro le mascherine

Riapriranno le librerie (insieme alle cartolerie e all’abbigliamento per bambini) ma non ci si aspettano lunghe code davanti a questi presìdi di buone letture. La quarantena ha costretto anche i più sbadati a badare -appunto- all’essenziale e la lettura per per noi italiani storicamente non é mai stata un bene essenziale. C’é tempo per recuperare visto che la clausura forzata durerà fino ai primi giorni di maggio, se va bene e se anche gli ultimi irresponsabili ancora in giro si convinceranno che #Io resto a casa non é l’ultimo gioco messo in rete da buontemponi. La presidente del municipio Crescimanno ne vede ancora molti, di irresponsabili e scrive su fb che le arrivano segnalazioni di persone che vanno al supermercato due volte al giorno, come se nulla fosse.

Comunque qualcosa cambierà, anzi sta già cambiando nelle code lunghe come una processione- commenta una signora con ironia forse involontaria ma decisamente in tema visto il periodo. Il sole già caldo rende faticosa la lunga attesa e tutti cercano un posto all’ombra. Si uscirà di sera, o comunque muniti di cappelli e parasole.

Nonostante tutto, la coda stessa é diventata un’occasione di socialità, nel bene e nel male. Si chiacchiera- alzando la voce per farsi sentire dietro la mascherina, si dà sfogo al nervosismo che si accumula, ci si scambiano ricette. Imparerò a fare la pasta brisè, annuncia una signora. Fra le persone in coda poche, come me, hanno l’aria di non sapere nemmeno che cos’é la pasta brisè. Ma ora c’é il tempo per imparare.

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