‘Sognavo gli alberi, mi chiedevano aiuto. Così ho combattuto per salvare i pini di Villa Pamphilj’

di Maria Elena Carosella, pedagoga, regista, attivista ambientale

Sono Maria Elena Carosella, insegnante di teatro, autrice e regista, donna che persegue l’intento di rendere possibile un futuro su questo pianeta.
Da sempre il mio lavoro si è unito, direi è stato al servizio di un progetto ambientalista di ecologismo applicato, dove il mezzo teatro porta ogni partecipante ad una presa di responsabilità ed un avvicinamento empatico ad ogni forma della natura.

Il 16 febbraio 2021 è stata per me una data molto significativa.
In questa data presso il parco, davanti al quale sono nata e vivo, sono stati abbattuti 20 pruni che si accingevano a fiorire anticipatamente. Sono arrivata vicino ai loro tronchi appena tagliati alle 9 di quel mattino in un inverno mite.
Da quel momento, dopo la visione di questa strage ingiustificabile, ho cambiato pelle e il mio impegno per migliorare la qualità della vita intorno a me si è trasformato in grido di allarme.


Per farla breve sono stati i social, ai quali non sono molto avvezza, che mi hanno portato a conoscere Francesca Marranghello una delle attiviste più sincere che possiede la città di Roma. Incontrare lei sui media ha voluto dire iniziare la battaglia che stava cominciando a delinearsi per salvare i pini dall’epidemia della Toumeyella parvicornis.

Mentre continuavo a vedere intorno tagli indiscriminati di alberi e potature che annullavano migliaia di vite rigogliose ho cominciato a vedere anche la gravità del fenomeno causato dall’epidemia di questa cocciniglia venuta dal Canada.
E’ stato un momento di crisi per me, mi sono chiesta dove potevo trovare le energie per cominciare ad agire saggiamente. Si trattava di una montagna troppo alta da scalare, mi sembrava impossibile riuscire nell’impresa. Dopo giorni di disperazione ho scritto al mio maestro buddista in Giappone e già farlo mi ha fatto ricordare le vittorie che potevo contare fino ad allora. Ho cominciato le mie giornate ringraziando l’occasione che avevo per affrontare una nuova sfida con il sorriso!
Il 13 aprile, giorno del mio compleanno, dovevo tenere la lezione di teatro
invece tutti i miei alunni, un gruppo di adulti, mi hanno detto: “ Andiamo insieme alla manifestazione per salvare i pini”.
Siamo stati con 30 associazioni e comitati sotto il Ministero delle politiche agricole e forestali a chiedere che venisse emanato immediatamente il Decreto di lotta obbligatoria per arginare il dilagare del parassita su tutto il territorio e non permettergli di superare i confini della nostra Regione.

Eravamo tanti sotto la pioggia il 13 aprile, tanti perché era martedì, in orario di lavoro e perché non era ancora facile capire la gravità della situazione a cui stavamo andando incontro. Non immaginavo con la chiarezza di visuale che avevano Francesca o Natalie Naim e Olimpia Mastroianni cosa sarebbe successo nei mesi successivi.
A giugno il Decreto richiesto al Ministero è stato pubblicato e la gravità dei danni che stava creando la Toumayella è stata evidente, visibile tra la città e il litorale. Ho cominciato a dormire male, sognavo spesso gli alberi come se mi chiedessero aiuto.


Intanto il 9 maggio avevamo fatto un grande cerchio di abbraccio ai pini, cerchio proposto da alcune madri con le quali ci incontravamo a Villa Pamphilj per parlare di come tutelare il verde del parco.
Essendo in pieno lock down il cerchio è stato concepito con il distanziamento, ci siamo tenuti con cordoni di tessuto colorati e ci siamo seduti distanziati sotto gli alberi, per fortuna aiutati da una cassa potente e vari microfoni. Gli interventi sono stati numerosi e, invitati esperti e cittadini con esperienze maggiori, hanno parlato e ci hanno chiarito le idee. Olimipia Mastroianni ci ha raccontato di come lei ed un gruppo di cittadini uniti in Comitato avessero curato le pinete pubbliche gravemente malate nel loro territorio.
Sinceramente non ho accolto come possibile questa idea di fare da soli, di salvare con la raccolta fondi i pini che avevo intorno. Non ne avevo mai fatte prima.


Dopo l’emanazione del Decreto di lotta abbiamo sentito l’urgenza di far sapere a più cittadini possibile cosa stava accadendo a Roma, bisognava dire che ci trovavamo nell’epicentro di una pestilenza senza precedenti.
Noi stessi eravamo stati informati da altri cittadini, la notizia non era diffusa sui giornali e la televisione non parlava affatto del pericolo incombente di una catastrofe ambientale di tale portata.
Abbiamo scritto un volantino per tutti, l’idea è stata di Antonio e Gabriella mi ha aiutato a trovare le parole giuste. Dicendo chiaramente che la Toumayella è un parassita che si riproduce a grande velocità e quattro volte l’anno, generando miliardi di esemplari in pochi mesi. Nel volantino abbiamo spiegato che la caduta di materiale dai Pini domestici, in tutta la Capitale, non era la pioggia di resina che tutti credevano, le gocce appiccicose e trasparenti erano: melata prodotta degli insetti in piena fase riproduttiva.
Tantissime persone grazie alle nostre spiegazioni aprivano finalmente gli occhi anche sul fumo nero che trovavano depositato sulle macchine o che vedevano sui prati, fumaggine su foglie e tronchi degli alberi che nessuno capiva cosa fosse. Comprendevano che quello non era smog ma il fungo prodotto dalla melata della Toumayella.
Dal 2 giugno al 10 luglio ci siamo visti, quasi tutti i giorni, davanti al Vivibistrot di Villa Pamphilj in modo informale. Parlavamo con le persone e facevamo vedere il volantino, neanche lo davamo per non produrre carta stampata (gli alberi sono fatti di carta, per proteggerli non stampiamo sulla loro pelle).


Con Antonio e Gabriella in prima linea coadiuvati da Antonella e Francesco, con Manuela, Renato, Cinzia e Barbara vedevamo peggiorare in modo rapidissimo la condizione in cui si trovavano gli alberi intorno a noi, durante le ora passate al parco. Un pomeriggio io e Francesco Granese, presidente degli Amici di Villa Pamphilj ci siamo concessi l’ora di Yoga offerto da maestri e Vivibistrot tutti i giorni dell’estate.
Appena sdraiata nella pineta, utilizzata per questa iniziativa, mi sono resa conto di come erano ridotti quei poveri pini. Finita la lezione ho deciso che la cura era urgentissima e necessaria, non potevamo aspettare, i pini lì presenti sarebbero morti se non curati dopo pochissimi giorni.
Quella sera rimasta come pietrificata sotto alberi che, nonostante la loro condizione accoglievano il nostro sport, ho deciso che non potevamo essere indifferenti rispetto alla loro fine incombente e non sarebbe passato un minuto senza le mie azioni concrete. Marco Doria mi ha consigliato di fare una riunione con associazioni e cittadini, invitando il Vivibistrot a partecipare.
Ebbene il 16 luglio , dopo una vivace riunione di dialogo tra cittadini e associazioni, arboricultori tra i quali Marco Belli che ha spiegato la sue esperienza con l’Università Federico II di Napoli, è partita la raccolta fondi per curare la prima pineta, la più grave pineta afflitta da Toumeiella dentro Villa Pamphilj. Abbiamo dato Iban dell’Altritalia ambiente e aperto un conto Paypal per la raccolta fondi.
I primi che hanno partecipato online sono stati Fabrizio Rossi e tutti gli attivisti di Zona Verde Villa Pamphilj, poi gradualmente il cerchio si è allargato fino a coinvolgere anche il Vivibistrot con un contributo significativo. Una signora ci ha suggerito di fare una scatolina e anche così raccogliere i soldi per salvare i pini. Abbiamo accettato la proposta, inizialmente solo io e Gabriella avevamo la scatola, poi Antonella e alla fine anche Manuela, Cinzia, Cristina e Daniele
La cosa straordinaria è stata la partecipazione immediata di tutti soprattutto il sostegno dei maestri yoga che si sono alternati, nell’insegnamento gratuito della pratica dal 16 luglio in poi.

La persona che si è più prodigata in dialoghi costanti con tutte le persone che passavano davanti al Vivibistrot è stata Gabriella Godena a cui va la riconoscenza di tutti gli alberi salvati da luglio a settembre.
Grazie anche alla celerità con cui si è mosso il dipartimento di Tutela Ambientale, approvando la nostra proposta di cure, il 26 luglio alle 8 la ditta più qualificata in Italia per endoterapia, seguita dalle telecamere della televisione americana, veniva a curare i 51 pini moribondi dove si svolgevano da 8 anni lezioni di yoga.
Le cure terminate i primi giorni di agosto oggi stanno dando risultati straordinari, gli alberi che erano praticamente morti sono tornati in gran parte verdi!
Presi dalla preoccupazione e dalla gioia di poter aiutare questi giganti preziosi abbiamo deciso di continuare subito e, senza avere neanche i fondi sufficienti, abbiamo invitato una ditta molto rinomata e meno cara per fare la seconda pineta con un metodo sperimentato da poco ma che sembrava efficace.
Il 10 agosto abbiamo curato senza pagare altri 57 alberi.
Ci voleva coraggio per andare avanti, dovevamo coprire le spese precedenti e progettarne altre per curare ancora ed era il 13 agosto, eppure la villa era sempre piena di persone che volevano dialogare e capire cosa stava succedendo.
Non abbiamo fatto un giorno di pausa e, presi dall’entusiasmo, il giorno di ferragosto abbiamo fatto una squadra per innaffiare tutti gli alberi possibili, anche i pini che non davano segni di ripresa. Dopo questa azione nell’afa di giorni a 40 gradi abbiamo deciso, senza dubbi, di individuare altre aree da salvare immediatamente.
L’estate faceva progredire velocissima la malattia ed io ho visto alberi diventare quasi completamente neri di fumaggine, tutta la nostra organizzazione doveva essere altrettanto celere, è come se stessimo assistendo ad un’inondazione e per salvare più vite possibili c’era solo da sbrigarsi.


Raffaella Castelli ha proposto di curare il filare che dall’entrata dell’Aurelia antica porta al Casale Giovio. Manuel Lombardi ci ha segnalato il filare che costeggia via Vitellia e, molti di noi, che avevano partecipato al grande cerchio di abbraccio ai pini hanno condiviso il sogno di curare i 130 alberi che compongono quella pineta .
Per farla breve abbiamo accettato di raccogliere diecimila euro per curare 160 pini che stavano per morire in punti diversi del parco, pini di importanza eccezionale per la salute di tutti.
Quando ho mandato la richiesta di autorizzazione al Comune ho insistito ancora una volta per avere una risposta a breve termine, anche la ditta importante che era per noi una certezza l’abbiamo richiamata a intervenire subito, se fosse stato possibile anche intorno al 25 agosto.
Tutti sono stati disponibili hanno riconosciuto l’urgenza, anzi abbiamo verificato insieme con un sopralluogo la perdita di alcuni alberi che un mese prima erano vivi.
La ditta ci ha detto che potevamo pagare quando ci arrivavano i soldi, così ci siamo messi un debito di diecimila euro ma abbiamo messo al centro dei nostri pensieri la vita di 160 alberi.
Agosto è volato nei pressi del Vivibistrot e dal primo settembre con le autorizzazioni firmate abbiamo potuto curare i 160 alberi.

Negli ultimi giorni di agosto sono passate tante magnifiche persone a Villa e, un giorno, per la passeggiata, al tramonto, è arrivato anche il Vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, il prof. Paolo Maddalena.
Qui si è aperta una nuova strada, una strada di luce, prima di tutto il professore è stato gentilissimo con noi, elogiando il nostro lavoro e l’impegno condiviso di proteggere i nostri alberi, bene comune di ogni cittadino, con tutte le nostre energie.
La simpatia e la stima hanno dato vita ad una lettera di Diffida verso i Comuni di Roma e di Fiumicino che non avevano ancora adempiuto ai loro doveri di salvaguardare l’ambiente in modo adeguato. A questo punto il Comune di Roma ha risposto subito con un’azione positiva che non immaginavamo, nel giro di 15 giorni dall’arrivo della lettera ha programmato la cura dei rimanenti 600 alberi di Villa Pamphilj.
Dal 2 novembre la ditta che ha vinto l’appalto del Comune per la cura endoterapica è venuta nel nostro parco e, con una squadra di giovani svegli e dinamici ha curato 600 alberi malati.
Mercoledì 10 novembre ha terminato le cure sull’ultimo pino di Villa alle ore 10,30.
Tutti i pini di Villa Pamphilj al momento sono salvi dalla Toumeyella perché hanno ricevuto le cure migliori indicate dal Mipaaf e dal Ministero della salute.Oggi, a metà novembre noi cittadini abbiamo scritto una nuova lettera, una Lettera Aperta al Sindaco Gualtieri.

Questa missiva è nata soprattutto da un’idea di Gabriele de Angelis che ha competenze amministrative e nasce per richiedere al Sindaco la dichiarazione di Disastro ambientale, causato dalla diffusione della Toumeyella nella nostra città. Questo sarebbe l’unico modo certo, capace di superare le lungaggini burocratiche, per salvare tutti i pini di Roma ma anche quelli del Lazio e dell’intera Italia, fermando l’epidemia a Roma si fermerebbe anche verso il nord.
Scritta la lettera l’abbiamo fatta firmare a nomi noti e meno noti della cultura e dell’arte, dell’attivismo sociale e politico poi, con un colpo di fortuna, abbiamo incontrato il Sindaco Gualtieri a Villa Pamphilj.
Domenica 7 novembre abbiamo consegnata la Lettera Aperta nelle sue mani, dichiarando al Primo cittadino la nostra fiducia nel Suo mandato.
Erano già 250 i primi firmatari e 40 le associazioni.
Tra queste ultime sono presenti tutte le Associazioni più importanti di Monteverde.
Personalmente, davanti al Sindaco appena eletto, carico di tante responsabilità, mi sono sentita di dire soltanto:“ Caro Sindaco ha tutta la nostra fiducia, siamo con Lei.”

Per concludere, ci auspichiamo che l’onda partita dalla battaglia affrontata e vinta a Villa Pamphilj possa contagiare tutta Roma Capitale per far sì che resti, con il suo Pino iconico, la Città Eterna che il mondo intero ama ed ammira per il suo paesaggio, la sua aria, la sua arte e la dolcezza di molti dei suoi abitanti.
L’antropologia ci spiega che il carattere di un popolo migliora anche grazie all’ambiente in cui vive e dunque salviamo un milione di pini conserviamo aria, bellezza e determiniamo il benessere fisico psichico e sociale di tutti noi.

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