Orticoltura comunitaria, un progetto ‘per promuovere il ritorno alla vita sociale in comune’

Potrebbe essere un'immagine raffigurante pomodoro, pizza e il seguente testo "PROGETTO DI ORTICOL TURA COMUNITARIA MARTEDI' 29/03 ORE 19:00 PIAZZA DELLA TRASFIGURAZIONE1 (Zona Monteverde accanto Chiesa della Trasfigurazione) Primo incontro aperto a tutti per l'adesione e la pianificazione del progetto di coltivazione di un Orto Urbano. L'intento è promuovere il ritorno alla vita sociale in comune coltivando anche per la propria sussistenza alimentare. Saranno esposti gli accordi già presi per la locazione di Terreni Urbani le tecniche di coltivazione da intraprendere per ottimizzare sia la forza lavoro, le spese gli strumenti utili, nel pieno rispetto dell'equilibrio naturale della terra. E' gradita la conferma della partecipazione. GRUPPO "ANIME SISTENTI""

Raffaella Leone

L’idea è notevole – e lodevole- tanto più in tempi di depressione post covid: coltivare un appezzamento di terreno per realizzare un orto urbano. ” L’intento è- recita la locandina su facebook- promuovere il ritorno alla vita sociale in comune coltivando anche per la propria sussistenza alimentare”. E sono in molti a ritrovarsi davanti alla sede de La Tela, a piazza della Trasfigurazione. Incuriositi dall’argomento della riunione, e forse anche dalla possibilità di passare un paio d’ore a parlare di altro, fuori da questa atmosfera opprimente di guerra alle porte. Non tutti esperti di coltivazioni, non tutti proprietari di appezzamenti di terreno in ambito comunale, ma tutti determinati a far camminare il progetto, non nuovo in sè- un orto urbano è già previsto anche nel parchetto Federico Caffè davanti alla stazione Quattro Venti, ma ci vorrà tempo perchè la terra che c’è ora non è adatta alle coltivazioni e andrà sostituita- ma in questo caso l’accento cade sulla ‘orticoltura comunitaria’. Sempre la locandina annuncia che ‘saranno esposti gli accordi già presi per la locazione di Terreni Urbani e le tecniche di coltivazione da intraprendere….’.Dei contenuti e delle conclusioni dell’incontro la cronista non è in grado di riferire perchè la maggioranza dei presenti esercitando ovviamente un proprio sacrosanto diritto, si è opposta alla presenza di un’osservatrice non interessata all’argomento in discussione. Dopo una animata – e anche animosa da parte della cronista- discussione, si è giunti alla conclusione che esiste anche il diritto di cronaca, e a quello di devono queste righe.

Nel frattempo è diventato chiaro che la gloriosa stanzetta de La Tela non poteva contenere tutti i presenti- tra questi anche diversi giovani- e gli interessati hanno trovato ospitalità nell’attigua parrocchia. ‘Cercheranno e troveranno un interlocutore istituzionale’, mi dice Roberta autorizzandomi a pubblicare la sua foto. Lei vorrebbe far rivivere una tradizione di famiglia, ma sa che non è facile ‘dipende se il terreno da coltivare è vicino o se è facilmente raggiungibile con gli autobus, se ci si può trasportare agevolmente il materiale necessario alle coltivazioni, insomma ci sono tanti fattori da considerare’. Che sia orticoltura comunitaria o no.

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