Gruppi di acquisto solidale e non solo, il cantiere de La tela si rianima

Raffaella Leone

Hanno tanti progetti e una speranza, le volontarie e i volontari de La tela, l’associazione di piazza della Trasfigurazione, a Monteverde, che a sua volta riunisce varie associazioni a carattere sociale e culturale presenti nel quartiere. La speranza è quella di far crescere La tela, aprendo il cantiere già attivo e ben avviato ad altre associazioni. Ad un’unica condizione: niente partiti. ‘I nostri spazi non sono a disposizione per riunioni di partito o simili’, mi dice convinta Patrizia Crepaldi, la presidente. E’ tutt’altro che l’antipolitica oggi molto di moda. Alla base c’è invece la consapevolezza che la solidarietà è già in sé politica, tanto più oggi quando prevale la sensazione che le fasce deboli della società siano lasciate alla deriva e senza il sostegno di cui hanno bisogno.

Il primo progetto che diventerà operativo si spera entro fine ottobre riguarda l’insegnamento dell’italiano agli stranieri che vivono nel quartiere, molti titolari di box e negozietti e molti invece ancora alla ricerca di un’occupazione. I corsi di italiano sono un cavallo di battaglia consolidato di Monteverde Solidale, e quest’anno si svolgeranno anche nella stanza de La tela, oltre che nella storica sede della scuola Oberdan, a largo Ravizza, non più nelle aule ma nel teatro, perché l’onda lunga della pandemia da Covid ha lasciato e continua a lasciare l segno. I banchi per gli studenti ci sono già, oggi però servono a reggere i vassoi del piccolo rinfresco organizzato per festeggiare il ritorno in campo de La tela.

Se ne saprà di più sui progetti in elaborazione fra un paio di settimane. Per ora si sa che, tempo permettendo, verranno organizzate passeggiate alla scoperta della Valle dei Casali, zona del nostro territorio tanto misconosciuta quanto ricca di storia e di scorci paesaggistici meravigliosi. Ci sarà la riedizione delle sciarpe di beneficienza, già l’anno scorso confezionate da mani abili nei lavori con l’uncinetto e donate alle parrocchie. E ci sarà, in un angolo di piazza della Trasfigurazione, la casetta dei libri in cui ciascun* potrà lasciare i libri che non legge più. In progetto, ma si vedrà, c’è anche l’intenzione di allargare ai gruppi privati che lo chiederanno e che rispondono ai requisiti de La tela, la stanza di piazza della Trasfigurazione già ora a disposizione di un laboratorio di teatro.

Il punto di forza de La tela resta il Gruppo di Acquisto Solidale, che si regge sui due pilastri della Retedes e della Banda Gassotti: ci si iscrive,si fanno gli ordini e nei giorni fissati- mercoledì, giovedì e venerdì a seconda dei produttori- si vanno a ritirare le cassette, oggi accatastate all’interno con i nomi dei destinatari. Frutta, verdura, pasta, tutto rigorosamente biologico , e nel pieno rispetto delle condizioni di lavoro e dell’ambiente. Particolarmente utile poi, visti i chiari di luna in Ama, la raccolta differenziata di oli e barattoli e bottiglie di plastica non più utilizzabili.

Mattinata ben spesa per i non pochi monteverdini che hanno animato lo spazio de La tela, approfittando dell’occasione per comprare cibi biologici-dal miele ai sottoli alla pasta, al vino – ‘firmati’ da piccoli produttori di solito esclusi dalle grandi catene di distribuzione . Tra due settimane- è la promessa- si replica con in più la presentazione ufficiale dei progetti esaminati e approvati.

Per saperne di più cantierelatela@gmail.com

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