Una serata speciale a Monteverde con il racconto dell’esperienza umana di Rosanna Marcodoppido nella storia dell’UDI (Unione donne italiane)

Rosanna è una donna minuta, una ex insegnante abituata a parlare,spiegare, e raccontare; è anche una “poeta” come lei stessa ama definirsi, secondo quella riappropriazione del linguaggio al femminile che ha introdotto nella lingua il cambiamento di genere. La platea che è venuta ad ascoltarla è fatta di donne, attiviste, amiche , interessate a conoscere il suo progetto. Rosanna vuole parlare delle sue ricerche nell’archivio nazionale dell’UDI e nei documenti, anche privati, di cui è in possesso per scrivere una storia dell’associzione a partire dall’anno 1944, l’anno di liberazione di Roma dall’occupazione tedesca fino ad oggi , alla nuova fase del femminismo militante .

Il racconto inizia con una precisazione “Non sono una storica” , ho consultato e studiato i documenti contenuti nell’archivio nazionale , ma non ho intenzione di scrivere un saggio, quello che voglio fare è raccontare una storia , “con la mia sensibilità”, basandomi sulle testimonianze che ho raccolto e sui dati di fatto che emergono dai documenti dell’associazione.

” La sua/nostra storia (dell’UDI) ,complessa e contradditoria, presenta ambiguità e discrepanze nell’intreccio tra nazionale e locale, nelle non facili relazioni tra donne, nei difficili rapporti con i partiti e con le istituzioni . Nonostante l’ostinata resistenza di un patriarcato duro a morire, il suo e nostro è stato un tormentato,coraggioso e appassionante cammino verso l’autonomia. Parlare dell’UDI significa per me ricordare tutto questo. l’esperienza umana di migliaia di donne con una grande passione politica le quali, tra luci ed ombre, hanno cambiato la propria vita e quella delle altre,degli altri. Questa è una storia preziosa” Queste sono le sue parole nella breve presentazione scritta che ci ha lasciato come introduzione al racconto. Poi è iniziato il racconto , dal 1944 agli anni 70, per questo primo incontro. Ne seguirà un altro con data da destinarsi per il periodo dagli anni 80 ai nostri giorni.

La platea è attenta , siamo tutte curiose di ascoltare una storia poco conosciuta , o meglio relegata come appendice di storie più grandi: la Resistenza, la storia del Partito Comunista italiano. Bisogna sottolineare, dice Rosanna, che “l’UDI nasce durante l’esperienza femminile della Resistenza”, è in quell’attivismo, in quell’agire concreto che le donne interpretano la Resistenza con i loro corpi e che sentono la necessità di creare un’unione di donne. Il racconto ripercorre le tappe storiche del dopoguerra, a partire dal 1944 quando nasce nella Roma appena liberata il “Comitato dell’iniziativa Udi” che inizia da subito ad attivarsi per il diritto di voto alle donne. Continua Rosanna “”il suffragio femminile fu un evento “sottratto alla storia”, non ebbe infatti nessuna rilevanza sui giornali. L’UDI è sempre stata diversa, non è mai esistita una presidenza unica, ma collegiale e i circoli non dovevano essere dentro le reti di partito.Da subito si è cercato di orientare l’azione dell’associazione verso il difficile percorso dell’autonomia. Quando arrivò il suffragio femminile , circolava una curiosa raccomandazione: quella di non mettere il rossetto che avrebbe potuto sporcare e invalidare la scheda!

Negli anni 50 , quelli della guerra fredda, l’UDI si distingue per il suo impegno per la pace, minacciata dalla corsa agli armamenti e dal pericolo dell’olocausto nucleare. Nonostante che molte delle iscritte appartenessero al Partito Comunista , le donne dell’UDI non esitano a criticare l’Unione Sovietica per gli esperimenti atomici. E per la prima volta , attraverso l’UDI, le donne lanciano rivendicazioni scandalose per l’epoca , nei loro “Quaderni di rivendicazione” custoditi nell’archivio di Potenza rivendicano il privato, denunciano l’incesto , parlano di argomenti fino ad allora esclusi dal dibattito politico. Il 7 Aprile del 1952 l’UDI attraverso le deputate iscritte presenta un’interpellanza parlamentare sul diritto al risarcimento per le vittime degli stupri di guerra, le cosidette “marocchinate”, con riferimento agli abusi commessi sulle donne ciociare e non solo, dalle truppe alleate nell’avanzata verso Roma.

Il tempo è passato velocemente, il racconto è ricco e interessante, ci salutiamo con un brindisi e con l’idea di fissare presto un altro appuntamento per continuare ad ascoltare la storia delle donne che emerge con passione e rigore dalle ricerche di Rosanna.

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