“Una scuola aperta per sollevare il mondo”

Dateci una scuola aperta per sollevare il mondo”. Questo lo slogan che ha accompagnato tutti gli eventi che si sono svolti oggi, 8 Giugno , ultimo giorno di scuola – se fosse stata aperta- nelle piazze e nei parchi della città per iniziativa di una rete di associazioni e comitati di genitori , dal nome emblematico “Apriti scuola” . La rete ha voluto organizzare con i bambini, in sicurezza,” piccole azioni educative” che hanno coinvolto 40 istituti di vari ordini e grado in tutti i Municipi della città per affermare, anche in tempi di corona virus, ” l’esistenza dei bambini e dei ragazzi,dei loro diritti e dei loro bisogni”

di Luisa Stendardi

Nel Municipio XII iniizia alle dieci del mattino la lunga giornata dell’ultimo giorno di scuola, 8 Giugno. In questa data la scuola ,chiusa da tre mesi a causa della pandemia , avrebbe festeggiato l’arrivo delle vacanze, e proprio oggi si celebra ,invece , nelle strade e nelle piazze della città la sua prima giornata di apertura simbolica .

Il primo appuntamento è fissato nei giardini di fronte alla scuola elementare Oberdan a Monteverde nuovo e nel pomeriggio è previsto un flash mob sul piazzale del Gianicolo con i genitori e gli alunni della scuola Francesco Crispi di largo Oriani.

L’incontro del mattino si svolge con grande semplicità : un piccolo buffet con dolci artigianali nei giardini di largo Ravizza , un caffè consumato dalle maestre e dai genitori a distanza di sicurezza: un momento di convivialità per ricordare a tutti l ‘esistenza della scuola reale, dopo tre mesi di forzato distanziamento , di incontri virtuali tra allievi ed insegnanti che hanno creato non pochi problemi alle famiglie, non sempre in grado di disporre di spazi adatti alla forzata convivenza e non sempre provviste degli strumenti indispensabili alla didattica a distanza.

Susanna, insegnante della seconda A , conosce bene i mali cronici della scuola. ” Le carenze strutturali dell’edificio erano precedenti all’arrivo del virus . Faccio un esempio: sono anni che devono cambiare gli infissi. Il legno dei grandi finestroni è gonfio e consumato, è quasi impossibile arieggiare le aule, quando piove le mense si allagano e diventano inagibili. L’edificio ha un vasto cortile interno e un terrazzo che potrebbero ospitare attività all’aperto , ma senza manutenzione tutto si deteriora e la scuola , in questi anni, ha subito solo tagli di bilancio. In queste condizioni a settembre come ricominceremo? E se arriveranno i soldi, quando verranno indette le gare d’appalto ? Noi siamo qui per vigilare su tutto questo. La scuola è un luogo di socialità indispensabile che va riaperto in sicurezza. La sicurezza non è la lastra di plexiglass, non sono questi gli strumenti che ci garantiscono. Vogliamo classi poco affollate e luoghi sicuri”.

La maestra Serena racconta che questo lungo periodo di chiusura “è’ stato farticoso , e lo dico da mamma e da maestra. Come insegnante di religione lavoro con 11 classi, due ore a settimana, ed è stato molto difficile seguire virtualmente i bambini. I figli dei migranti hanno avuto grandi difficoltà. Spesso i genitori conoscono poco la lingua italiana e non riescono a seguirli nei compiti. Soprattutto per loro la scuola è la porta di comunicazione con il mondo circostante, il telefono senza fili che li fa avvicinare ad una lingua e una cultura diverse dalla loro”.

Nel primo pomeriggio sul piazzale del Gianicolo, sotto la statua di Garibaldi si incontrano i gruppi di genitori e alunni della scuola Francesco Crispi che si affaccia sui giardini di largo Oriani. Il flashmob si svolge in pieno sole, per fortuna, ed ha come sfondo il magnifico scenario della città eterna. I bambini della scuola elementare sono seduti a distanza, con le mascherine. Ognuno di loro ha in custodia un foglio con il disegno colorato di una lettera dell’alfabeto . Una mamma molto volenterosa cerca di tenerli tranquilli, seduti, mentre spiega come si svolgerà il gioco. “Ora chiamerò , una per una, tutte le lettere che avete disegnate sul foglio. Quando sentirete chiamare la vostra lettera, dovete portarlo qui il e unirlo con il nastro adesivo agli altri, alla fine formeremo una catena di lettere con il nostro slogan ” Dateci una scuola aperta per sollevare il mondo”. Non è proprio facile realizzare questo gioco, ad un certo punto si alza un gran vento che fa volare i fogli. Alla fine però il risultato è raggiunto, con l’aiuto di tutti .

Sara racconta che l’evento è stato concepito in velocità ” Ci siamo uniti all’iniziativa di “Apriti scuola “e abbiamo pensato di organizzare questa pillola di scuola aperta.Vorremmo che a Settembre si riaprisse anche con modalità diverse, abbiamo chiesto al nostro Municipio di prendere in considerazione la possibilità di utilizzare altri spazi, oltre alle aule scolastiche. Ci sono edifici di proprietà comunale che potrebbero essere utilizzati per la didattica, come per esempio la biblioteca di Villa Panphili. Sarebbe necessario eseguire al più presto una mappatura dei possibili edifici utilizzabili. Sollecitiamo il Municipio. il Comune, e tutte le istituzioni a fare presto i bandi . Su questo, come genitori e insegnanti, cercheremo di fare pressione”. Alle quattro del pomeriggio l’evento è concluso. I bambini fanno volare in alto gli zaini in segno di gioia. E’ una tradizione da rispettare, anche se quest’anno la scuola è aperta solo simbolicamente.

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