‘Non prendeteci in giro, non siamo le vostre pedine’. Gli studenti del Federico Caffè contro il rientro in presenza

Questo documento è stato redatto dai quattro rappresentanti degli studenti del Consiglio dell’Istituto Federico Caffè

Noi studenti dell’Istituto Federico Caffé, unendoci alle voci dei docenti della nostra scuola, esprimiamo viva perplessità e forte dissenso riguardo alla ripresa della didattica in presenza nelle scuole superiori.

Ci preme ribadire che, alla luce dell’attuale situazione pandemica, riteniamo opportuno continuare le lezioni in modalità Dad (a distanza), una modalità che ha permesso alla scuola di rimanere sempre aperta e funzionante.

Siamo molto delusi ed indignati per via delle notizie modificate ad hoc, da parte di chi dovrebbe tutelarci, o da chi dovrebbe ascoltarci, perché potrebbe, o dovrebbe fare qualcosa. Ci sentiamo usati in modo strumentale, per coprire le inadempienze di un governo che ha fallito sulla scuola, e su tutto quello che ne concerne. Noi urliamo a gran voce che ovviamente vogliamo tornare in presenza ma in una scuola insicurezza!

Una scuola che tuteli noi ragazzi, i docenti e il personale Ata.

Tutto questo ad oggi non ci è stato garantito, e ancora permane uno stato uno stato confusionale, pericoloso e disorganizzato. Stiamo subendo un’impennata dei contagi e la situazione è davvero grave. Siamo in una situazione pandemica da mesi, e da mesi non si sono fatti i piani per il nostro rientro a scuola in sicurezza.

Basta parlare di servizi segreti, di crisi di governo, e giocare a chi è più duro!

Cari governanti, ci state rovinando il futuro! ve ne rendete conto?

Invece di ascoltarci, capirci e tutelarci ci strumentalizzate per un mero scopo politico.

Non ci sentiamo tutelati perché il permanere per ore in ambienti chiusi, non è sicuro, e non c’è nessun protocollo sanitario, che dimostri il contrario.

Sfatiamo il luogo comune per cui nelle scuole non ci si contagia, a tutt’oggi non vi è nessun dato statistico che dimostri come la scuola sia un posto sicuro. Gli unici studi fatti sono due studi inglesi, che dimostrano il contrario. Ovvero che con l’apertura della scuola aumentano in modo esponenziale i contagi.

Inoltre questo “stop and go”, è quanto di più insostenibile e deleterio.

Il nodo dei trasporti non risolto ci farà dilatare oltremodo l’orario di rientro a casa nel pomeriggio; senza una mensa a scuola, il rientro in classe non è pensato per risolvere la socialità di noi studenti, ma per ridurla ulteriormente, non dandoci tempo neanche per svolgere i compiti. Non ci manca soltanto la scuola sicura. ci mancano, le vere attività di socializzazione, che girano intorno ad una scuola sicura: il cinema, il teatro, il museo, le uscite didattiche, le partite in palestra, i concerti, il gruppo.

Perciò, non prendeteci più in giro: socialità a scuola non è stare seduti davanti ad una cattedra con la mascherina, senza poter scambiare una parola, senza avere neanche la possibilità di fare ricreazione. Non siamo le vostre pedine.

Pertanto, rendiamo noto che a seguito dell’assemblea d’istituto svoltasi in data 11gennaio 2021 è stato deliberato a maggioranza assoluta dagli studenti, il ricorso ad un’azione di protesta che prevedrà la presenza degli alunni esclusivamente in modalità Dad, onde consentire il regolare svolgimento dell’attività didattica. Tale forma di protesta pacifica intende sensibilizzare le istituzioni preposte, al fine di addivenire ad un ‘efficace ed auspicabile risoluzione risoluzione di quanto in essere, a tutela della salute degli studenti, del personale docenti ed Ata.

Speriamo vivamente in una collaborazione sinergica tra corpo docente, Ata, e studenti, e che, una volta per tutte, si offra un’informazione precisa ed onesta che non nasconda le mancanze di una classe politica sui problemi della scuola.

Flaminia Contu Salvatore Grossi, Octavian Lapicus, Giorgia Mengarelli Rappresentanti degli studenti al consiglio dell’I.I.S. F. Caffè

One thought on “‘Non prendeteci in giro, non siamo le vostre pedine’. Gli studenti del Federico Caffè contro il rientro in presenza

  • 18 Gennaio 2021 in 13:39
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    Una protesta più che legittima, da ascoltare e valutare ma anche da stimolare ( non sobillare); chi vive la scuola, ( studenti, professori, ATA, genitori) ha diretta cognizione di causa ed è in grado perciò, secondo me, di dare buoni suggerimenti, e consigli per affrontare i problemi che affliggono abdemia a crea a tutti noi. Anzi sono convinta che il loro contributo attivo, le loro proposte nel merito, siano indispensabili per poter risolvere i problemi della scuola anche nel lungo termine. Ragazzi, professori, datevi da fare a pensare soluzioni alernative anche voi.

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