Coronavirus, Francesca Perri: “Trattamento domiciliare precoce con farmaci già in uso, molte vite si possono salvare”

“La verità é che siamo in ritardo, in forte ritardo. Le Usca- Unità Speciali di Continuità Assistenziale- che avrebbero dovuto essere operative dal 20 marzo (erano nel Dpcm ‘cura italia ‘del 9 marzo), hanno cominciato ad operare in questi giorni. La Regione ci ha aggiunto una R, si chiamano Uscar ma si scontrano con le stesse, ben note, difficoltà”

Non é entusiasta Francesca Perri, dirigente medico del 118, sindacalista e appassionata firmataria dell’appello dei 100mila medici al governo per un rafforzamento della medicina sul territorio, nonostante possa dire di aver vinto una battaglia, in questa guerra a Covid-19. Le squadre speciali, composte da un medico e un infermiere, sono in campo, pronte e preparate a visitare a casa i sospetti contagiati e ad effettuare i tamponi. Ma é proprio questo uno dei punti dolenti: mancano i reagenti per ‘processare’ i test.

“Non hanno ancora comiciato a fare i tamponi a noi del 118, a noi delle ambulanze, noi che stiamo in prima linea, a contatto diretto con i potenziali contagiati e in uno spazio ristretto come l’ambulanza.” Finora sono stati effettutati i tamponi a tutta la centrale operativa e si è proceduto alla sanificazione della centrale stessa solo dopo il riscontro di un caso positivo. Stesso discorso per la postazione territoriale di Fiumicino.

Mi spiega che gli 800 tra medici e infermieri delle squadre speciali che hanno aderito al bando Uscar che scadeva il 16 aprile hanno seguìto un corso, anche per imparare a bardarsi/proteggersi dal contagio. Inevitabile pensare con dolore (e indignazione) a quanti ci hanno rimesso la vita.

Ha ben presente, Francesca Perri, le denunce in tv o via facebook dei tanti che , in isolamento a casa, sollecitavano senza ottenerlo un intervento delle strutture sanitarie pubbliche. Lei stessa ha sottolineato la necessità e l’importanza di un intervento della sanità pubblica per un trattamento precoce del contagio.

https://www.meridianoitalia.tv/index.php/salute1/82-cosa-ci-insegna-questa-epidemia?fbclid=IwAR3IG_0wqi2IYWZps3afrFuBsJB9tzu6RyAJ-T-VseAH9Ox_X7KnJT1mQhk

“Finchè non si troverà un vaccino, la cura precoce con terapìe off label- alcune delle quali peraltro già autorizzate dall’ AIFA- può salvare molte vite”. E’ un piccolo spiraglio in questo tempo così buio.

Francesca Perri é tra i referenti dei quasi 100mila medici che avevano indirizzato un appello al ministro della sanità Roberto Speranza e che ieri ha indirizzato una nuova lettera al ministro pubblicata da quotianosanità.it , con le proposte per ripartire http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=84765&fbclid=IwAR2DsygDNdRiCW6Xrj1FQOfpzizAfbeEkcA1IAiB3o7PYqu9KpalF67nl24

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